La Fiat 130 compie 50 anni: l’auto blu degli anni ’70

Primavera del 1969, Fiat presenta al pubblico la sua ammiraglia: la 130. Spinta da un motore a sei cilindri di 2,8 litri, arriva dopo una gestazione lunga ben 6 anni in un momento storico completamente diverso rispetto a quello nel quale il progetto era partito: adesso le pagine dei giornali sono cariche di titoli sulla rivoluzione studentesca e l’autunno caldo degli scioperi sta per arrivare. È la macchina sbagliata nel momento sbagliato.

Il motore viene giudicato subito molto fiacco e la carrozzeria con un design troppo superato. Fiat corre subito ai ripari e in pochi mesi presenta una versione con motore più potente da 160 Cv e l’anno successivo una nuova versione di 3,2 litri.

Quest’ultima beneficia anche di una nuova plancia, presa a prestito dalla bellissima versione coupé, decisamente meglio finita e completa della prima versione, che era povera di dotazioni e con un disegno vecchio

La Fiat 130 ha però una serie di pregi importanti; anzitutto una tenuta di strada molto buona e sicura, senz’altro una spanna sopra alle sue rivali dell’epoca, Mercedes e Bmw in testa. Poi frena ottimamente con 4 freni a disco, i materiali e le finiture erano molto curati, disponeva di servosterzo, quattro vetri elettrici e poteva essere richiesta con l’aria condizionata

Tra i difetti rimane la scarsa brillantezza, ulteriormente mortificata dal cambio automatico offerto in opzione rispetto al 5 marce e soprattutto un consumo mostruoso di carburante.

Infatti in media non si percorrevano più di 3 o 4 chilometri con un litro! Un consumo degno di una Isotta Fraschini degli anni ’30. Molte 130 vennero comprate da ministeri e istituzioni pubbliche e diventarono “auto blu”. 130 è stata tra l’altro involontaria protagonista nel 1978 di un drammatico fatto di cronaca: il rapimento dell’onorevole Moro: era infatti l’auto sulla quale Moro viaggiava quel terribile 16 marzo.

La vettura fu un completo insuccesso, ne furono costruite negli 8 anni di produzione poco più di 15.000 unità, oltre a 4.000 coupé. La dirigenza Fiat, il presidente Giacosa in testa, era sempre stata poco convinta del progetto e la tennero nel cassetto per anni, e anche quando Pininfarina propose il suo progetto Opera nel 1974, una 130 coupé a 4 porte, decisamente bella, non seppero cogliere l’occasione per cambiare il progetto e Opera restò come lo station Maremma un esemplare unico

Il tempo, come spesso accade, è stato galantuomo e oggi 130, anche la berlina, rivela una certa armonia, inoltre ne sono rimaste pochissime grazie ai costi di gestione proibitivi e alle campagne di rottamazione che le hanno tolte dalla circolazione. Un esemplare in buono stato di berlina vale dagli 8 ai 10.000 Euro circa e un coupé dai 12 ai 18.000 euro.

MOTORI La Fiat 130 compie 50 anni: l’auto blu degli anni ’70