Ferrari Dino, figlia “illegittima”

La Dino è sicuramente uno degli esempi più riusciti della collaborazione tra la Ferrari e Pininfarina

La Dino era una figlia illegittima. Enzo Ferrari non credeva alle sportive a motore centrale, lui era convinto che il motore dovesse stare davanti e non di traverso dietro l’abitacolo. Considerava quella posizione addirittura pericolosa per la stabilità della vettura e comunque poco confortevole per lo spazio sottratto all’abitacolo e temeva inoltre che la meccanica messa lì in mezzo surriscaldasse e fosse alla fine inaffidabile. E quindi vietò di chiamarla Ferrari: fu creato il marchio Dino dal diminutivo di Alfredo che partecipò attivamente allo sviluppo del motore V6 anche se non poté vedere il progetto finito visto che purtroppo morì a soli 24 anni nel 1956. Ma il progetto proseguì e la vettura fu presentata al Salone di Parigi nel 1965 come prototipo.

Ma al di là della bellezza senza tempo della linea che non doveva fare i conti con gli ingombri di un motore in mezzo alle ruote anteriori e che quindi poteva essere bassa e filante, Dino aveva una struttura telaistica di tutto rispetto, molto più vicina al mondo delle corse sport prototipo che alla vetture da strada. Il telaio era a traliccio di tubi di sezione tonda o ellittica affiancato nelle zone di maggiore sollecitazione da una struttura in lamiera in acciaio. Il peso dichiarato era di poco più di 1000 kg anche se in realtà il peso effettivo è più vicino ai 1.300 kg. Il motore ebbe fondamentalmente un solo salto di cubatura e passò dagli originari 2000 cc ai 2419 della seconda serie. Il 2,4 litri era un ottimo motore: disponeva di 195 cv e aveva una buona coppia motrice che permetteva riprese fluide dai 2000 giri al minuto e garantiva allunghi fino ai 7600.

L’interno era essenziale ma non spartano, la plancia era semplice e gli strumenti contenuti in una palpebra di forma ellissoidale offriva pochi accessori, come gli alzacristalli elettrici o i sedili in pelle tipo Daytona. La Dino tuttavia non è una vettura estrema e sia in versione Gt con tetto rigido che GTS con tetto rimuovibile è una vettura relativamente poco impegnativa da guidare anche se le prestazioni, pure con gli occhi di oggi, sono di tutto rispetto con una velocità di punta di 240km/ora.

Dal punto di vista collezionistico le quotazioni di una Dino sono in continua ascesa e oggi è difficile imbattersi in un esemplare in ordine a meno di  280.000 Euro.

Dino 246 GTS

MOTORI Ferrari Dino, figlia “illegittima”