Ducati Monster 1200 e 1200 S, gli occhi sono tutti per lei. Foto

A vent'anni di distanza dal primo modello torna la naked per eccellenza, che punta molto in alto

Ducati si presenta a EICMA 2013 con una serie di novità, ma quella più attesa per il 2014 è sicuramente il nuovo Monster 1200, modello che segna una svolta nella storia della mitica nuda bolognese.

Da una parte il Monster ritorna alle origini, essendo la naked di punta di Ducati, e dall’altro diventa invece il Monster più evoluto, più tecnologico e più potente di sempre. Perchè? Perchè arriva il motore bicilindrico Testastretta 11° che si “sdoppia”: da 135 o 145 CV.

La sua storia parte nel 1992 quando al Salone di Colonia venne presentato il primo Monster, che con pochi e semplici elementi distintivi ha conquistato il mercato mondiale raggiungendo quota 270 mila esemplari venduti fino ad oggi.

Una storia che prosegue al salone milanese dove le forme si rinnovano senza tradire la natura di moto "nuda e cruda", con forme essenziali e al contempo distintive.

Il Monster è l’emblema di moto eclettica ridotta ai minimi termini in fatto di componentistica, che nasconde un’anima carismatica, semplice  ed inconfondibile.

E il suo successo, dovuto ad una rottura stilistica con il design del passato, è confermato dai numerosissimi appasionati che nel tempo hanno scelto questo modello come compagno di viaggi.

Nel 2013 il Monster 1200 Ducati prosegue l’evoluzione di questa famiglia, presentando la terza generazione: linee filanti e decise, anima sincera e attenzione maniacale ai particolari sono le carte che la bicilindrica sfoggia senza paura, catturando sguardi e attenzioni della stampa e del pubblico.

Non manca tutta l’elettronica più recente della casa bolognese: tre Riding Mode, il controllo di trazione Ducati DTC a otto livelli e l’ABS regolabile.

La moto è nuova al 100% e sfrutta il propulsore come elemento stressato della ciclistica.

Come si vede dalle foto, infatti, il telaio è ridotto ad un traliccio anteriore che supporta il cannotto di sterzo e che si attacca alle testate, realizzato in tubi di grosso diametro.

Ma la novità più interessante del “Mostro” è che, sulla carta, è una moto più confortevole di prima, visto che ha un interasse più lungo di ben 60 mm e quindi è anche più abitabile per il passeggero, visto che la sella è più estesa e fanno la comparsa due belle maniglie in lega leggera.

Manubrio più alto di 40 mm e più vicino al pilota di ulteriori 40 mm dovrebbero aver reso finalmente il Monster più comodo e sfruttabile.

Cura per l’ergonomia grazie anche alla sella regolabile in altezza che può essere abbassata dagli 810 mm standard a 785 mm. Ritorno all’acciaio per il serbatoio da 17,5 litri.

Due le versioni, Base ed S, che differiscono tra loro molto più che in passato. Sì perché la differente potenza, che passa da 135 a 145 cavalli è solo la punta dell’iceberg.

La versione “base” ha forcella Kayaba da 43 mm interamente regolabile e monoammortizzatore Sachs dotato di precarico ed estensione regolabili. Per la versione S, invece, troviamo una forcella Ohlins da 48 mm con steli trattati al TiN all’avantreno, e ammortizzatore sempre Ohlins al retrotreno.

Il cinematismo è Cantilever e il monobraccio posteriore è in fusione di lega leggera. Differenze anche per i cerchi: la versione base ha una coppia di ruote dallo stesso disegno delle Panigale, mentre la S ha una coppia di cerchi a tre razze sdoppiate ulteriormente lavorati alle macchine utensili.

Ducati ha previsto un diverso allestimento anche per i freni: la versione base ha dischi da 320 mm e pinze Brembo M4-32 mentre il modello S ha dischi da 330 mm con pinze M50. Per entrambe è di serie l’impianto ABS a tre livelli, disinseribile dal pilota.

(a cura di OmniMoto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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