Strade silenziose: si può riciclando gli pneumatici

Attraverso il recupero delle gomme destinate alle discariche è possibile abbattere l’inquinamento ascustico

Strade silenziose e ambienti urbani senza inquinamento acustico. Un sogno che forse potrà presto diventare realtà. Il progetto “Nereide” punta a rivoluzionare le carreggiate riducendone la rumorosità, grazie all’utilizzo di materiali riciclati in sostituzione del classico asfalto.

L’Arpat, l’agenzia regionale per la protezione ambientale toscana ci crede e sta collaborando con Ecopneus per recuperare pneumatici obsoleti e farli diventare parte integrante della pavimentazione stradale. A seguire i lavori c’è anche l’Università di Pisa che si occupa della misurazione delle emissioni acustiche.

L’obiettivo è di abbattere i decibel che caratterizzano la chiassosa colonna sonora del traffico cittadino. I ricercatori dell’università toscana hanno registrato risultati promettenti. Ma in gioco non ci sono soltanto i timpani dei pedoni e degli automobilisti. Riutilizzare gli pneumatici arrivati alla fine della loro vita per riutilizzarli al posto dell’asfalto potrebbe abbattere la produzione di rifiuti speciali. Le stime parlano chiaro: si potrebbe evitare che 24 tonnellate di gomme destinate a discariche o all’incenerimento vengano sprecate. Una soluzione che potrebbe non solo risultare eco-friendly, ma comportare anche un aumento della sicurezza stradale. Sembra infatti che il nuovo manto stradale potrebbe aumentare l’attrito delle vetture su strada grazie alla eccellente superficie che si può ottenere dal materiale di cui sono composte le vecchie gomme.

Il nuovo asfalto verrà provato su alcune strade della Toscana, su almeno cinque chilometri di tracciato, per consentire le misurazioni di rito utili agli studiosi per analizzare quali vantaggi può comportare l’utilizzo del materiale riciclato sulle strade. A questo tipo di innovazione sta guardando con curiosità anche la regione Emilia Romagna, che intende provare i vantaggi del nuovo materiale anche sulle proprie strade.

L’inquinamento acustico è una piaga da non sottovalutare. Sono troppe le città attanagliate da un frastuono che a lungo andare provoca disagi psicologici e problemi fisici e non è facile riuscire a individuare la causa di questi disagi e patologie. Lasciare i sensi a costante contatto con incessanti rumori innanzitutto può danneggiare i timpani. Ma le disfunzioni possono persino riguardare l’aumento della pressione arteriosa, disturbi dell’apparato gastrointestinale e alterazioni del sistema immunitario.

Problemi che non vanno assolutamente presi sotto gamba.

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