Storico accordo Fca-Snam: il futuro dell’auto è a metano

Mentre al Salone dell’auto di Parigi le principali case automobilistiche hanno presentato nuovi modeli di auto elettriche in Italia la direzione sembra essere un’altra.

Fca, Iveco e Snam hanno firmato un memorandum d’intesa con i ministri dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e dei Trasporti Graziano Delrio. I tre gruppi collaboreranno per accelerare lo sviluppo del metano come carburante alternativo.

Snam investirà circa 200 milioni di euro nei prossimi 5 anni per costruire nuovi impianti per il rifornimento, consentendo di aumentare il numero delle attuali 1.100 stazioni di servizio a metano, con l’obiettivo condiviso di portare il parco circolante fino a oltre 3 milioni di veicoli nell’arco di dieci anni.

FCA metterà il suo know-how, la sua esperienza e la sua leadership commerciale: parliamo di circa 700.000 veicoli messi su strada dal 1997, con una quota in Europa stabilmente al di sopra del 50% nel segmento del gas naturale.

Del resto per Fca: “I combustibili alternativi sono più d’uno e non c’è una sola soluzione che il costruttore possa permettersi di adottare. Epg (guida elettronica, ndr), motore ibrido, a metano, elettrico: sono molteplici le tecnologie percorribili – ha spiegato Alfredo Altavilla (Chief Operating Officer di FCA Region EMEA)-. Il fatto certo è che per raggiungere gli obiettivi europei di riduzione della CO2 dai 120 grammi/chilometro attuali ai 95 grammi previsti entro il 2020, abbiamo bisogno dei veicoli a metano. Noi, come Fca, siamo molto attenti a proporre soluzioni tecnologiche che i consumatori siano in grado di acquistare. O, se preferite, le tecnologie devono essere tali che il cliente se le possa permettere”.

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