Pop-Up: l’auto del futuro è un drone

Airbus e Italdesign hanno presentato al Salone di Ginevra il prototipo di auto volante, promette di rivoluzionare i trasporti entro il 2030

La rivoluzione della mobilità è dietro l’angolo. Le auto volanti saranno presto una realtà. “Pop-Up”, l’avveniristico velivolo urbano già in fase di progettazione, punta a sconvolgere il mercato dei trasporti privati. A crederci fortemente sono i genitori del concept, non certo dei novellini del settore. Si tratta di Airbus, azienda leader nel settore dei velivoli, e Italdesing, società che vanta lunga esperienza nel campo delle ricerche ingegneristiche tecnologiche e stilistiche, nata dal genio di Giorgetto Giugiaro e Aldo Mantovani.

I due colossi credono che il nuovo strumento dei trasporti possa diventare a breve realtà. Non una automobile e nemmeno un aeroplano in miniatura, piuttosto un veicolo che si fonde con un drone gigante. Ecco spiegata anche la scelta del nome: Pop-up, infatti, richiama il sistema modulare. C’è una piattaforma con le ruote per viaggiare su strada, una capsula che funziona da abitacolo e infine una serie di rotori che promettono di far spiccare in volo il nuovo oggetto del desiderio. Una vera benedizione per chi è stanco di rimanere imbottigliato nella congestione del traffico.

L’idea è italiana, la tecnologia francese. Un mix che promette di immettersi nel mercato a partire dal 2030. L’innovazione si prospetta geniale. A guardarlo bene sembra un piccolo elicottero, con mini motori. Meno ingombrante e più maneggevole. Il modulo terrestre, formato dalla piattaforma e dall’abitacolo, assomiglia a una delle tante mini utilitarie che hanno invaso le strade di tutto il mondo. All’occorrenza, in caso di traffico, sarà possibile richiedere l’ausilio della struttura da un deposito. Il tutto attraverso l’app del cellulare. Il modulo volante arriva e si aggancia all’abitacolo. Si sceglie la destinazione e si spicca il volo a velocità che possono raggiungere anche i 100 km/h. A gestire il traffico aereo ci penserebbe il cervello elettronico del mezzo, in modo da ottimizzare l’itinerario e scongiurare collisioni con altri velivoli. Una volta arrivati a destinazione i motori tornano in deposito a rigenerarsi, pronti per l’ascesa successiva.

Sembra lo scenario di un film di fantascienza, eppure lo staff tecnico delle due società ci crede fortemente. Una visione che ha conquistato i commenti entusiasti dei frequentatori del Salone di Ginevra dove è stato esposto il prototipo che sa di rivoluzione.

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