Non solo guida autonoma: ecco il sistema che salverà migliaia di vite

Oltre alla guida autonoma, si sta sviluppando un altro sistema che potrà evitare migliaia di incidenti

<b>Fermata la Google Car</b>

Fermata la Google Car

Per molti il futuro dell’auto è la guida autonoma in stile ‘Google Car’: un veicolo che si muove da solo, regolando velocità e direzione dovrebbe ridurre drasticamente la possibilità di incidenti. E non a caso, il Governo statunitense ha stanziato 4 miliardi di dollari “per accellerare lo sviluppo e l’adozione di veicoli a guida autonoma”.

Tuttavia, secondo alcune ricerche, non sarà tanto la guida autonoma quanto un altro ‘sistema’ a dare il maggior contributo a salvare le vite di chi viaggia sulle strade: si tratta della comunicazione V2V, acronimo per ‘vehicle-to-vehicle’, in sostanza lo scambio di informazioni tra le automobili con possibilità di sfruttarli immediatamente per evitare incidenti e situazioni di pericolo.

Per comprendere la differenza, una Google Car può vedere una macchina davanti a sé e frenare immediatamente ma non è in grado di ‘anticipare’ le mosse anomale degli altri guidatori, come l’attraversamento con il semaforo rosso. Un’auto che riesce invece a ‘comunicare’ con un’altra, sa quello che fanno o stanno per fare gli altri mezzi sulla strada e può dunque intraprendere azioni definibili come ‘preventive’. Ad esempio può sapere che un’auto si sta avvicinando ad un’incrocio a 100 chilometri orari e non ha ancora iniziato ad azionare i freni. Oppure, la comunicazione V2V può ‘informare’ un mezzo su quando la macchina di fronte sta per svoltare, magari tagliando la strada: pur non essendoci infatti una segnalazione con la freccia, la vettura ‘sa’ che il volante della macchina che arriva in senso opposto, sta per girare.

Il risultato? Un sistema V2V di questo genere può evitare fino a 592mila incidenti in un anno, almeno stando a quanto dichiarato da Anthony Foxx, Segretario del Ministero dei Trasporti statunitense.

Ricordiamo peraltro che, per funzionare, i sistemi delle varie auto devono potere interagire direttamente piuttosto che tramite un ‘cloud’, situazione che ritarderebbe di almeno 10 secondi lo scambio di informazioni e rendendolo sostanzialmente inutile. La situazione ideale sarebbe la possibilità del sistema di una vettura di ‘concentrarsi’ sui dati delle 7-8 auto che possono avere movimenti potenzialmente pericolosi, evitando un inutile sovraccarico di informazioni.

Al momento, i sistemi di sicurezza V2V avvisano il guidatore del pericolo imminente solo con luci lampeggianti, segnali acustici o scuotendone il sedile ma in un futuro più automatizzato potranno agire direttamente sull’auto, ad esempio frenando automaticamente, ed evitando di dover fare affidamento sulla reattività dell’uomo ai comandi. Il tutto senza contare gli altri dati sfruttabili ricevibili non solo da altri veicoli ma da altri ‘device, come le videocamere piazzate sulle strade, in quella che è già stata definita la comunicazione V2I, vehicle-to-infrastructure.

Quando siamo lontani da una realtà simile? Difficile dirlo. Secondo indiscrezioni, alcuni brand, come Cadillac e Mercedes-Benz, potrebbero mettere in commercio modelli dotati di tecnologia V2V per il 2017: pur avendo elementi di guida autonoma, sembra però altamente probabile che questi richiederanno ancora la presenza di un uomo al volante.

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