Luci delle auto spente di giorno: multe a raffica e proteste

Dalla provincia di Verona arrivano decine di lamentele di automobilisti multati per non aver utilizzato i fari in pieno giorno. La sanzione di 45 euro (se pagata entro cinque giorni dal ricevimento) ha fatto scattare le proteste in particolare sui gruppi locali presenti su Facebook.

La protesta è montata perché la violazione non è stata immediatamente contestata dai vigili che hanno solo applicato una norma del Codice della Strada.

L’obbligo è contenuto in una norma ben precisa e riguarda l’articolo 152 del codice. Tale disposizione, in particolare, impone l’utilizzo anche diurno delle luci di posizione, dei proiettori anabbaglianti e delle luci di targa e di ingombro ove prescritte a tutti i veicoli a motore che si trovino a circolare fuori dai centri urbani. Ma non è tutto: i ciclomotori, i motocicli, i tricicli e i quadricicli devono tenere le luci accese di giorno anche durante la marcia all’interno dei centri abitati.

La sanzione da pagare in caso di mancata ottemperanza a tale disposizione non è proibitiva ma di certo non irrilevante, la multa è compresa tra 41 e 168 euro.

Le luci di marcia diurna, in ogni caso, non possono sostituire le luci di posizione, le luci della targa e le luci di ingombro se prescritte e, per i veicoli, i proiettori anabbaglianti da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere.

Non possono neanche sostituire tali dispositivi, pur se di giorno, nelle gallerie o nei casi di nebbia, di caduta di neve, di forte pioggia e in ogni altro caso di scarsa visibilità

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