Con la primavera torna la ‘guerra’ tra automobilisti e ciclisti

Torna il bel tempo e sulle strade si riaccende la rivalità tra quattro e due ruote

Con l’arrivo della Primavera e delle belle giornate, le strade d’Italia tornano a rivivere una tradizionale ‘rivalità’, quella tra automobilisti e ciclisti. I primi, ad esempio, si lamentano dell’indisciplina dei secondi, che spesso viaggiano in gruppi di tre-quattro occupando gran parte della corsia o non rispettano il codice stradale. Dal canto loro, i secondi si lamentano della mancanza di piste riservate e dei pericoli che corrono a causa di automobili che sfrecciano spesso troppo vicino alle loro due ruote.

Un esempio a favore di chi si critica il comportamento dei ciclisti arriva dalla Costiera Amalfitana, dove la polizia locale è arrivata a compilare verbali con multe da 92 euro per i ciclisti che, ovviamente viaggiando a bassa velocità, occupano metà strada. Situazione ancor più paradossale quella verificatasi sui Colli Euganei, dove molti ciclisti sono stati addirittura portati in Comune per l’identificazione: spesso, infatti, gli amanti delle due ruote (senza motore…) circolano senza documenti di identità.

Dall’altra parte, i cicloamatori cercano di difendersi. “Non ci mettiamo in fila perché le auto ci sfrecciano troppo vicino: solo mettendoci a gruppi riusciamo a farle rallentare ed evitare di essere buttati fuori strada“, è una delle difese più comuni.

Senza contare che spesso nelle cittadine che pure offrono le piste ciclabili, queste sono occupate da pedoni, magari a passeggio con animali. Così i ciclisti devono ‘trasferirsi’ sulla strada, rischiando oltre al danno la beffa, visto che non sono stati pochi i casi di quelli che sono stati investiti e poi pure multati, perché non avevamo sfruttato una pista ciclabile presente nei pressi dell’incidente. A questo aggiungiamo che le stesse piste cittadine non sempre sono ‘aperte’ a tutti ma capita talvolta che siano destinate solo ai residenti.

Di sicuro c’è che i pericoli per chi va sue due ruote restano grandi, tanto che nel 2014 sono stati ben 273 i ciclisti morti in strada e il rischio di rissa tra le due ‘fazioni’ è sempre dietro l’angolo: basti pensare alla colluttazione che ha visto ‘protagonista’ Vittorio Brumotti, campione di bici freestyle e inviato di ‘Striscia la notizia’, ed alcuni suoi amici con tre albanesi l’anno scorso a Toirano, in Liguria. Ancora non è stata stabilita con certezza la dinamica dei fatti: l’unico dato oggettivo sono i trenta punti al volto rimediati Brumotti.

Con la primavera torna la ‘guerra’ tra automobilisti e ciclisti
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