Colpo di frusta: ecco quando l’assicurazione deve sempre risarcire

Con la presentazione delle radiografie, la compagnia assicurativa non può negare il risarcimento

Se in seguito a un incidente stradale, l’automobilista subisce un colpo di frusta e questo viene accertato dai medici, la compagnia assicuratrice non può negare il risarcimento, chiedendo la presentazione delle radiografie.

A stabilirlo è stato un giudice di pace di Venezia con la sentenza n. 769/2016, che ha condannato una compagnia al risarcimento del danno e delle spese e alla segnalazione all’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni.

La sentenza ha condannato una compagnia assicuratrice che si era rifiutata di risarcire il danno da colpo di frusta senza previ esami radiologici. Secondo il giudice, gli accertamenti clinici effettuati dai medici del pronto soccorso furono sufficienti a determinare l’effettiva esistenza della lesione. Tuttavia, rimane qualche dubbio legato all’interpretazione della riforma del 2012 che, con l’obiettivo di evitare truffe e false segnalazioni, stabiliva che il colpo di frusta poteva essere liquidato dalla compagnia assicurativa solo a seguito di riscontro medico-legale che accerti l’effettiva esistenza del danno.

Nel caso specifico del colpo di frusta, il giudice di pace di Venezia ha stabilito un principio molto interessante: gli esami radiologici non influiscono sulla liquidazione del danno, perché per loro natura “non riescono a rilevare le alterazioni dei tessuti molli paravertebrali”.

In altre parole, con il colpo di frusta raramente si verificano delle lesioni visibili tramite radiografia. Il medico in questione invece, aveva rilevato un danno biologico permanente del 2-3 per cento: la compagnia assicuratrice, segnalata all’Ivass, deve risarcire il cliente dei danni e delle spese.

In collaborazione con: adnkronos.com
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