Clamoroso Volkswagen: si ‘sgonfia’ il caso emissioni?

Dopo una prima stima di 800mila veicoli, sarebbero 'solo' 36mila le auto fuorilegge

Buone notizie per la Volkswagen: dopo le verifiche del Kaftfarth-Bundesamt, l’Autorità Federale dei Trasporti tedesca, sembra che le auto coinvolte nello scandalo sulla manipolazione dei valori di CO2 , portato alla luce dalla stessa casa di Wolfbusrg dopo l’esplosione del dieselgate, siano in numero decisamente inferiore a quello inizialmente dichiarato.

Dal possibile coinvolgimento di circa 800mila automobili, ipotizzato dalla stessa azienda di Wolsburg, sembra ci si sia infatti scesi a ‘soli’ 36mila veicoli, cifra resa nota dallo stesso KBA. In pratica si tratterebbe dello 0,5% del volume di mercato della Volkswagen.

“Da controlli interni , solo nove modelli (invece dei 55 inizialmente indicati, ndr) mostrerebbero leggere deviazioni dai valori ufficiali – si legge in una nota dell’azienda tedesca – Il sospetto di modifiche illegali delle emissioni per serie attuali di veicoli non ha trovato conferma”. Le variazioni sarebbero nell’ordine dei un paio di grammi di CO2 con incidenza sui consumi di 0,1-0,2 litri ogni cento chilometri.

Alla fine i nove modelli da verificare sarebbero dunque i seguenti: Polo 1.0 TSI BlueMotion 70kW Euro6 con cambio automatico DSG sette marce, Scirocco 2.0 TDI BMT 135kW Euro6 con cambio manuale sei marce, Jetta 1.2 TSI BMT 77kW Euro6 con cambio manuakle a sei marce, Jetta 2.0 TDI BMT 81kW EU6 con cambio manuale a cinqu marce, Golf Cabrio 2.0 TDI BMT 81kW Euro6 con cambio manuale a cinque marce, Golf 2.0 TDI BMT 110kW Euro6 con cambio manuale a sei marce, Passat Alltrack 2.0 TSI 4MOTION BMT 162kW Euro6 con cambio automatico DSG a sette marce, Passat Variant 2.0 TDI SCR 4MOTION BMT 176kW Euro6 con cambio automatico DSG a sette marce, Passat Variant 1.4 TSI ACT BMT 110kW Euro6 con cambio manuale a sei marce.

Qualora gli scarti di emissioni e consumi venissero confermati durante il controllo che verrà effettuato nei prossimi giorni dalle autorità competenti, tutti i nove modelli potranno restare sul mercato con una semplice correzione dei valori nelle specifiche tecniche.

Ricordiamo che nel frattempo, la Volkswagen deve affrontare l’altro scandalo, il cosiddetto ‘Dieselgate’, scoppiato inizialmente in America. La situazione resta più complicata per la diversa regolamentazione delle emissioni negli Stati Uniti e la casa tedesca è in costante contatto con le agenzie di controllo  americane per risolvere la questione . Questa problematica sarebbe invece meno grave del previsto nel vecchio Continente, almeno a livello di soluzioni tecniche e l’azienda ha già presentato un piano per sistemare i propulsori che è stato accettato dalla KBA, l’Autorità federale per motori e trasporti, e che rimetterebbe in regola il 90% di mezzi Volkswagen attualmente ‘fuorilegge’.

Per quanto riguarda il motore EA 189, il 1.6 TDI, si tratterà di sistemare un nuovo ‘trasformatore di flusso’, tra il filtro dell’aria e il misuratore del flusso dell’aria e di aggiornare il software. In tutto, si tratterebbe di un’operazione di poco meno di un’ora e del costo di una decina di euro. Ancora più semplice, l’operazione per il diesel 2.0: in questo caso bisognerà solamente sistemare il software con un intervento di mezzora di durata.

Tuttora in corso, invece, la definizione dell’intervento migliore per i motori 1.2 diesel: una proposta in merito verrà comunque presentata di fronte al KBA entro la fine del mese. Anche in questo caso, l’ipotesi più plausibile sembra essere quella di un semplice update del software.

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