Il business dei navigatori satellitari vale centinaia di migliaia di euro

Aumenta la “tratta dei navigatori” nelle auto di lusso. Il maltolto viene rigenerato e venduto sul mercato nero

La tratta dei navigatori satellitari vale migliaia di euroAumentano gli automobilisti depredati di preziosi navigatori satellitari, nuovo oggetto del desiderio dei ladri. I pregiati oggetti elettronici, una volta rubati, vengono poi rigenerati e reimmessi nel mercato clandestino internazionale. Si calcola che il business della “tratta dei navigatori” stia fruttando, alle organizzazioni criminali specializzate in questo genere di furti, centinaia di migliaia di euro.

Il ladro ghiotto degli accessori automobilistici si è aggiornato. Se un tempo, soprattutto negli anni ’80 e ’90, a fare gola erano le autoradio, oggi il vero oggetto del desiderio per chi si districa nel mondo dei furti in auto è il sistema di info-intrattenimento presente soprattutto nelle automobili di maggior prestigio. Tante le auto marchiate Bmw, Audi e Mercedes, ritrovate dai proprietari con vetri in frantumi e cruscotto divelto. Obiettivo? Il cervello elettronico dell’auto, che concentra in un apparecchio ipertecnologico il navigatore satellitare, display touch da cui interfacciarsi con lo smartphone e lettore di mp3. Un’anima digitale che costa centinaia di euro e che vale tutto il rischio dell’effrazione per i criminali specializzati in questo genere di reato.

Il modus operandi del furto è collaudato: innanzitutto i malintenzionati setacciano, di notte, le strade della città alla ricerca della tipica antenna che le auto provviste del costoso aggeggio elettronico hanno sul tettuccio. Un segnale inequivocabile che attrae subito l’attenzione del ladro esperto. Dopo aver individuato la preda e accertatosi che non vi sia rischio di essere scoperti, l’Arsenio Lupin dei navigatori agisce in pochi istanti: viene infranto il finestrino, si entra nell’auto e in pochi secondi si svita con attenzione, senza danneggiarlo, l’apparecchio. Con una tronchese, poi, vengono tranciati i fili e infine via, in fuga all’interno dell’auto del complice, alla ricerca di un nuovo bottino da depredare.

Il maltolto entra poi con calma nel circuito del mercato nero internazionale e non è raro ritrovare i preziosi oggetti anche nelle piazze di compravendita on-line, occhio, a questo proposito, alle inserzioni che recitano “vendo per cambio auto”, è probabile, ma ovviamente non certo, che si possa celare un prodotto afferente al circuito della ricettazione.

Le case automobilistiche particolarmente colpite dal fenomeno sono già corse ai ripari introducendo un sistema di sicurezza che permette di bloccare l’aggeggio una volta che se ne denuncia il furto. Ma i ladri non si scoraggiano: anche se inutilizzabile, il cuore dei navigatori è molto prezioso: contiene, infatti, dei microchip che possono essere riutilizzati per la clonazione delle carte di credito. Quindi occhi aperti: attenzione a lasciare incustodita l’auto provvista di navigatore.

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