Alcol test, cosa si rischia se rifiuti di farlo

Rifiutarsi di sottoporsi all’alcol test è reato, così come il rifiuto di sottoscrivere il modulo del consenso informato all’accertamento del tasso alcolemico mediante analisi del sangue in ospedale. Si tratta di un comportamento che, in modo implicito e indiretto, costituisce un rifiuto all’alcol test. A chiarirlo è la Cassazione con la recente sentenza n. 9391/17.

In particolare, ricorda il portale ‘laleggepertutti.it’, l’automobilista compie reato poiché il suo comportamento viene considerato come se venisse sorpreso con il tasso di alcol più alto rispetto alle tre soglie previste dalla legge.

QUALI SONO I LIMITI DI LEGGE – E’ utile ricordare che da 0,51 a 0,8 g/l (grammi di alcol per litro di sangue) non ci sono sanzioni penali. Si tratta di un semplice illecito amministrativo, punito con la sanzione pecuniaria di 531 euro oltre alla decurtazione di 10 punti dalla patente, e con sospensione della stessa patente da 3 a 6 mesi. In tal caso non ci sono procedimenti penali e si riceve un semplice verbale a casa, al pari di una comune multa per eccesso di velocità.

Da 0,81 a 1,5 g/l si passa invece al penale, ma la sanzione è lieve e comporta un’ammenda da 800 a 3.200 euro, decurtazione di 10 punti e sospensione della patente da 6 mesi a un anno. Se il tasso alcolemico va da 1,5 g/l in su scatta la sanzione penale più severa: ammenda da 1.500 a 6mila euro, decurtazione di 10 punti, sospensione della patente da 1 a 2 anni e confisca dell’auto.

Chi rifiuta di sottoporsi all’alcoltest dunque viene sanzionato allo stesso modo di chi viene trovato con un tasso di alcol superiore a 1,5 g/l e, pertanto, subisce un’ammenda da 1.500 a 6mila euro, la decurtazione di 10 punti dalla patente, la sospensione della patente da 1 a 2 anni e la definitiva confisca dell’automobile (salvo nel caso in cui guidi un’auto di proprietà altrui).

Secondo una recente sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione, tuttavia, in caso di rifiuto a sottoporsi al test dell’alcol è possibile ottenere l’archiviazione del procedimento penale e la non applicazione della pena per “tenuità del fatto”. Non diverso è il trattamento sanzionatorio nei confronti di chi rifiuta di prestare consenso informato all’accertamento del tasso alcolemico. Secondo la Cassazione, tale condotta equivale al rifiuto di accertamento del tasso alcolemico, essendo evidente che “attraverso la mancata sottoscrizione del consenso informato”, necessario per effettuare le analisi del sangue in ospedale, “l’imputato impedisce deliberatamente l’accertamento etilometrico sulla sua persona, in tal modo opponendo rifiuto”.

In collaborazione con: adnkronos.com

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