Accuse dagli Stati Uniti: FCA perde in Borsa poi replica

Momenti difficili in Borsa per FCA, tra accuse dagli State e ritardi strutturali

Brutti momenti per Fiat Chrysler Auto nel giovedì in Borsa a Piazza Affari: per una serie di situazioni sfavorevoli, il titolo ha avuto infatti un calo di quasi l’8%. Bisogna partire dal presupposto che la giornata è stata negativa in genere per tutto l’automotive, in particolare per l’attesa delle stime di vendita del settore in Russia nel 2015, che potrebbero aver registrato una notevole diminuzione intorno al 45%.

A questa situazione si aggiunge però una pesante accusa che arriva dagli Usa e che avrebbe fatto perdere diversi punti alla FCA.  Due concessionari statunitensi hanno fatto causa alla società dopo essere stato spinto a falsificare i dati sulle vendite mensili in cambio di denaro. La replica dell’azienda italo-americana non si è fatta attendere.

“Fiat Chrysler Automobiles ha appreso di una causa intentata in una Corte Federale dell’Illinois da due concessionari statunitensi dell’Illinois e della Florida. L’azione è proposta nei confronti di FCA US LLC (“FCA US”) and FCA Realty LLC. I concessionari che hanno promosso la causa sono due dealer del più vasto gruppo Ed Napleton Automotive Group – si legge nel comunicato – Nella causa si lamenta il fatto che FCA US si sarebbe resa responsabile di falso reporting delle proprie vendite. Nonostante le numerose richieste di fornire la prova di tale supposta attività, gli attori si sono rifiutati di mostrare il fondamento delle loro accuse. FCA ha condotto una indagine sui fatti ed ha concluso che tali accuse sono prive di fondamento. Gli attori hanno ricevuto comunicazione di tale conclusione prima che promuovessero la causa”.

“Questa causa non è nulla più che il prodotto di due dealer scontenti che non hanno adempiuto ai loro impegni in forza del contratto di concessione che hanno sottoscritto con FCA US. Essi hanno sistematicamente mancato di adempiere ai loro impegni a partire almeno dal 2012 ed hanno anche usato per diversi mesi la minaccia di avviare il contenzioso nell’ingiusto tentativo di costringere FCA US a riservare loro un trattamento speciale, inclusa l’attribuzione di posizioni di concessionario vacanti nella rete distributiva di FCA US. FCA US continuerà a resistere a tali pressioni, salvaguardando lo spirito di fiducia ed apertura che governa le sue relazioni con i concessionari. FCA ritiene inopportuno e spiacevole che stimati media si lascino usare al servizio di deprecabili comportamenti litigiosi senza una piena comprensione dei fatti”, conclude la nota.

Sul calo in borsa di Fiat Chrysler pesano comunque anche altre questioni ben più strutturali. Da una parte c’è il ritardo con cui viene presentata la Giulia ‘standard‘: alla versione Quadrifoglio verde non ha infatti ancora fatto seguito la commercializzazione dei modelli più economici, quasi a confermare le voci di un ritardo nei piani di sviluppo e rilancio dell’Alfa Romeo presentato tempo fa da Sergio Marchionne.

Dall’altra parte c’è la questione dei motori ibridi: al NAIAS, il Salone dell’auto di Detroit in svolgimento in questi giorni, la Fiat ha presntato la sua prima ibrida, la Chrysler Pacifica. Tuttavia, come per la Giulia ‘standard’, anche in questo caso i tempi per la commercializzazione sembrano lunghi creando una situazione che sta facendo  perdere strada e credibilità all’azienda rispetto a quanto fatto dalla concorrenza, con comprensibili ricadute in Borsa.

Sulla scia del calo  del titolo FCA, hanno poi perso anche la Exor, cassaforte della famiglia Agnelli, per il il 7,4% e Ferrari per il 4,6%

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