Test Piaggio Vespa Primavera, stile da guardare e da guidare. Foto

Il mito Vespa torna più modaiolo di sempre. Quattro cilindrate e prezzi a partire da 2.720 euro

Piaggio cambia approccio al mondo Vespa e rinnova la “serie piccola” del suo scooter di punta guardando al passato, precisamente al 1968, anno in cui venne lanciata la Vespa Primavera, modello rimasto in listino per ben 14 anni. Primavera torna in commercio oggi e va a sostituire la serie LX in tutte le cilindrate: due versioni 50 cc (2T e 4T), più le 125 e 150 cc spinte dai nuovi motori Piaggio 3 valvole.  

Il design della Vespa Primavera prende avvio da quello più estremo della esoterica Vespa 946, e ripropone con decisione gli stilemi cari al popolare scooter di Pontedera: forme più affusolate, codino a punta, fanale rotondo e la classica “cravatta” Piaggio sullo scudo.

Basta guardarla da ferma la nuova Primavera per rendersi conto che il centro stile e design capitanato da Marco Lambri ha fatto centro, firmando una livrea che è già un’istant classic. Sei le colorazioni disponibili per tutte le versioni, che riprendono le tinte più famose della storia Vespa. I prezzi sono: 2.720 e 2.820 euro per i modelli cinquanta a due tempi e a quattro tempi e 3.700 euro e 3.900 euro per i modelli 125 e 150 3V.

Parlare di tecnica di Vespa significa citare una storia d’amore che va avanti ininterrotta da quasi settant’anni, quella tra la Vespa e la lamiera d’acciaio: un segno che i materiali da costruzione “tradizionali” possono essere ancora oggi concorrenziali e vantaggiosi nei confronti delle materie plastiche. Piaggio questo lo ha capito bene, e forte del fatto che il successo della Vespa si basa essenzialmente su stile e lamiere d’acciaio, ha riprogettato completamente la sua scocca d’acciaio per incrementarne la rigidezza a flessione longitudinale del 154% e quella complessiva del cannotto di sterzo del 36%.

La Vespa è anche leggermente più grande, grazie all’aumento dell’interasse da 1.280 a 1.340 mm e ha baricentro più basso grazie allo spostamento della batteria dal vano sottosella alla trave centrale del telaio. Questa modifica ha fatto anche crescere il volume del vano sottosella, passato da 14,3 a 16,6 litri.

Per ridurre la trasmissione di vibrazioni dal motore al telaio è stato cambiato il fissaggio di quest’ultimo, ora attraverso un sistema di biellette a due gradi di libertà. Un’altra modifica apparentemente secondaria ma molto importante riguarda l’avantreno, visto che il fissaggio inferiore dell’ammortizzatore anteriore viene fatto ora con un perno a cerniera migliorando la scorrevolezza della sospensione.

Per le motorizzazioni in Piaggio hanno adottato i quattro monocilindrici già impiegati sulla Vespa LX. Due i motori 50 cc, il due tempi Hi-Per2 e il quattro tempi Hi-Per4 da ben 4,35 CV. Le versioni di maggior cilindrata, invece, hanno i ben noti propulsori a 3 Valvole 125 e 150 cc a iniezione elettronica raffreddati ad aria. La potenza erogata è rispettivamente di 10,7 e 12,92 CV e i consumi dichiarati per la versione 125 cc raggiungono i 47 km/l.

Saliamo in sella alle nuove Vespa Primavera 125 e 150 cc nel traffico caotico di Barcellona. L’ergonomia della Vespa Primavera è corretta e lo spazio a bordo è superiore rispetto alla versione precedente. Il comfort è migliorato, grazie alla sella un po’ più morbida, particolare che sarà sicuramente apprezzato anche dal passeggero. Molto bella la strumentazione di forma vagamente romboidale con il tachimetro a lancetta che richiama quello della Primavera del 1968, sotto al quale troviamo un display LCD con le indicazioni di contachilometri, doppio parziale, orologio e livello carburante. Belle le spie di servizio che diventano visibili solo nel momento in cui si attivano.

In movimento si apprezza subito l’estrema maneggevolezza della Vespa Primavera, dovuta alle ruote da 11 pollici e al baricentro basso. Sgusciare tra le auto incolonnate è un gioco da ragazzi viste le dimensioni compatte dello scooter e al ridotto raggio di sterzata. Sulle buche e sui tombini si apprezza moltissimo la modifica effettuata sulla forcella, ora realmente più scorrevole di prima con un vantaggio sensibile in termini di comfort e di precisione nella guida su terreni dissestati.

I motori hanno un’erogazione piacevole: il 125 cc non brilla certo allo scatto, ma ha un allungo sufficiente a tenere il passo del traffico automobilistico nei tratti extraurbani, mentre il 150 cc ha dalla sua uno spunto superiore e una manciata di km/h in più in allungo. Ottimo in entrambe i casi l’inserimento della frizione, scevro da vibrazioni e saltellamenti. Quasi azzerate le vibrazioni trasmesse al pilota.

Il rendimento dei freni è ottimo e la nuova pinza anteriore garantisce un po’ di modulabilità in più rispetto al passato, ma ci auguriamo che presto la Piaggio proponga su un modello raffinato come la Vespa anche la possibilità di montare l’ABS.

(a cura di OmniMoto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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