Test BMW R 1200 GS Adventure 2014, comoda e dinamica. Foto

Un super equipaggiamento e un nuovo serbatoio con volume più elevato

La BMW GS non conosce crisi, anzi i numeri di vendita della on-off bavarese sono andati sempre crescendo, insieme al numero di modelli che è cresciuto notevolmente. La famiglia GS ammonta a ben sette modelli, con cilindrate comprese tra 650 e 1200 cc. con al vertice superiore della famiglia si colloca la nuova R 1200 GS Adventure, lanciata alla scorsa edizione del Salone di Milano, e già disponibile presso le concessionarie BMW d’Italia ad un prezzo di 17.450 euro chiavi in mano in tre colorazioni: Olive pastello, Alpineweiss pastello e Racingblue metallizzato opaco.

Chi compra una Adventure è un viaggiatore che nella stragrande maggioranza dei casi si limiterà ad usarla su strada ma con la consapevolezza di potersi spingere in offroad qualora fosse necessario. E’ realmente piena di tecnologia ed elettronica. Il bicilindrico boxer è lo stesso della versione base, ma il suo albero motore è stato appesantito di 900 grammi per rendere più fluida l’erogazione della coppia, specie ai bassi regimi. In funzione di questa modifica sono state riviste anche le mappature del controllo motore e l’asta di azionamento della frizione, per un innesto più dolce.

La ciclistica ripropone lo stesso telaio in due sezioni già progettato per la GS con la modificata dell’avantreno e si completa, ovviamente, con l’ABS semintegrale disattivabile e regolabile in base ai riding mode, ASC e due mappature motore di serie.  L’equipaggiamento che distingue subito la R 1200 GS Adventure è il nuovo serbatoio in lamiera d’alluminio con un volume molto elevato, dato che a temperature molto alte poteva accadere che i serbatoi in nylon si espandessero col caldo, arrivando a contenere anche 2 litri in più di benzina. Poteva così succedere che riempiendo il serbatoio e poi lasciando la moto al fresco, il serbatoio si ritirasse facendo fuoriuscire il carburante dagli sfiati.

E arriviamo agli optional. Il primo per importanza è sicuramente il Dynamic Esa che fa diventare le sospensioni semiattive e regolabili su tre fasce di frenatura (800 euro). Molto utile poi la Modalità di Guida Pro (335 euro) che comprende tre ulteriori mappe per motore, ASC e ABS (che in Enduro Pro si disattiva al posteriore).

La posizione di guida è solo leggermente più comoda rispetto alla GS, per via della sella più imbottita e delle pedane più ampie, mentre il resto è uguale. La guida della Adventure stupisce ancora una volta per la facilità con cui lascia libertà al pilota di fare quello che vuole, indipendentemente dalla mole del mezzo. Il motore della Adventure è effettivamente più piacevole rispetto a quello della GS, essendo più gustoso e disponibile a girare sottocoppia. Aprendo il gas con decisione, poi, i 125 cavalli si fanno sentire e l’Adventure trova quel dinamismo sconosciuto alla versione precedente che la fa diventare una moto divertente e prestazionale anche nelle gite fuoriporta.

La moto si conferma facile e ben equilibrata e quindi i passaggi lenti e stretti si superano facilmente grazie anche alla modulabilità della frizione migliorata rispetto alla GS. Impostando la mappatura Enduro, poi, l’erogazione si addolcisce molto e ciò aiuta chi non è esperto e potrebbe spaventarsi per reazioni inattese che potrebbero in pochi istanti far ricomparire quei famosi 260 kg di massa che prima non si sentivano.

(a cura di OmniMoto.it)
 


 

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