Suzuki GSX-R 1000 “The King is Back”

Suzuki GSX-R 1000 o per gli amici Gixxer, calca da 30 anni il palco delle supersportive e porta con se un palmares agonistico di tutto rispetto

Se si parla di GSX-R 1000 non si può non accennare a tutto quello che ha conquistato in pista: 12 titoli in 15 anni nel Campionato Mondiale Endurance, 8 vittorie alla 24 ore di Le Mans, 11 al Bol’ d’O.

Ma si sa le glorie sportive sono fatte per essere superate e su strada le concorrenti si chiamano: Bmw S1000RR o Ducati 1299 Panigale (e non c’è ancora la nuova 4 cilindri), oppure Honda CBR 1000RR Fireblade ovvero Kawasaki Ninja ZX-10 o in ultimo, ma non ultima, Yamaha YZF R1, come dire il massimo del massimo.

Suzuki ha applicato alla sua nuova Super un concetto che in inglese suona come  “Run. Turn. Stop”, ovvero essere più veloce, curvare meglio, e frenare più forte, per far sì che la nuova GSX-R sia più potente e guidabile di ogni rivale. Obbiettivo ambizioso che però passa attraverso un affinamento e una revisione pressoché totale della moto che i tecnici  di Hamamatsu hanno preso molto sul serio.

Anzitutto il “Run” e quindi il motore: 1000 giri in più, alesaggio maggiorato e quindi minore corsa, valvole maggiorate, più compressione e una potenza che sfonda il tetto dei 200 cv (202 per l’esattezza) facendo  quindi  un salto in alto di 17 cv rispetto  ai 185 della versione precedente. Inoltre si è andati a cercare un’erogazione meno appuntita,  più sfruttabile, trasferendo  alla Gixxer un pacchetto di  tecnologia delle corse come: fasatura variabile delle valvole, nuovi iniettori e nuovi bilanceri a dito che essendo più leggeri consentono una riduzione delle masse in movimento.

Passiamo al “Turn”, quindi alla guidabilità, alla capacità di  far girare la moto il più rapidamente possibile, e qui abbiamo un telaio interamente riprogettato,  più leggero (del 10%), rigido e compatto del precedente. Il forcellone posteriore poi è del tutto nuovo e pensato per favorire la trazione, sulla versione  R poi è disponibile la forcella Showa BFF che fino a ieri era usata solo nelle competizioni.

Per lo “Stop” si passa a Bergamo alla Brembo e ci si ritrova con dischi da 320 mm contro i 310 della versione precedente e pinze monoblocco, mentre al posteriore fa il suo una pinza Nissim.

L’elettronica completa il quadro utilizzando una piattaforma inerziale che “legge” tutte le info dinamiche della moto e che permette al pilota di sfruttare al meglio il potenziale della moto, agendo  anche attraverso le tre mappature e i 10 livelli di intervento del Traction Control.

Il prezzo: la Suzuki GSX-R1000 R 2017 è in vendita a19.190 Euro; non male soprattutto in considerazione del pacchetto generale e il livello della diretta concorrenza. Per la versione “base” con qualche sacrificio in termini di dotazioni e diavolerie elettroniche, ci si ferma a 16.790 Euro.

 

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