Yamaha XT 600 Z Ténéré, il suo vero habitat è il deserto. Foto

Ha compiuto 30 anni la primavera scorsa: fascino senza tempo per una moto che ha fatto la storia

La Yamaha XT600Z Ténéré nacque nel 1983, “figlia” della XT 500, entrambe realizzate per sognare l’avventura, la possibilità di raggiungere mete molto lontane… ispirandosi ovviamente alla Parigi Dakar, dove Yamaha Motor France recitò un ruolo da pioniere.

I responsabili della produzione di Yamaha Europe colsero al volo le opportunità offerte dalla nuova tendenza e sorpresero i vertici giapponesi quando, nel 1981, suggerirono di realizzare un concetto molto difficile da capire in Giappone, dove la moda dell’avventura non aveva ancora preso piede.

Alla fine però la sfida fu raccolta e nacque la prima XT 600 Z Ténéré.

La monocilindrica inaugurò la moda delle grosse enduro in stile “dakariano” che, durante gli anni ‘80 del secolo scorso, divenne di gran lunga popolare tra i giovani.

Sapiente mix tra affidabilità e fascino, la Ténéré vantava prestazioni brillanti ed era costruita con materiali di ottima qualità, senza dimenticare il nome, ereditato dalla famosa regione desertica sita nella parte centromeridionale del Sahara.

La prima serie venne prodotta dal 1983 al 1985 ed era identificata con le sigle 34L e 55W. La 34L debuttò in occasione del Salone di Parigi nel settembre del 1982 e venne commercializzata in Italia a partire dalla primavera successiva.

Si caratterizzava dall’enorme serbatoio da 30 litri e venne proposta in due livree: quella corrispondente alle unità siglate 34L, divenne leggendaria per via dei colori istituzionali Yamaha, bianca con fregi rossi e neri, cartelle porta-numeri nere, sella bicolore nero/rossa e telaio e soffietti forcella rossi.

L’altra, la 55W, era invece ispirata invece ai colori del Team Sonato/Gauloises di Yamaha Motor France, blu con fregi nero/bianchi, cartelle porta-numeri e soffietti della forcella gialli e sella e telaio neri. Non mancava la particolare doratura dei cerchi, chiaramente a raggi.

Il freno a disco anteriore era da 260 mm e la forcella aveva steli da 41 mm e corsa di 255 mm, mentre la sospensione posteriore era Monocross con forcellone in alluminio, dotata di un’escursione di 235 mm e di un freno a tamburo posteriore da 180 mm.

Il motore era monocilindrico quattro tempi, quattro valvole ed era dotato di raffreddamento misto aria/olio. La cubatura forniva una spinta formidabile ai bassi regimi ed erogava 44 CV a 6.500 giri ed una coppia di 5 kgm a 5.500 giri. La velocità massima era di 160 km/h ed il peso complessivo del mezzo era di 175 Kg. L’avviamento era a kick starter.

Nel 1986 arrivò la Ténéré tipo 1VJ, conosciuta come “seconda serie” e costruita nel 1986 e 1987. La novità più importante fu l’arrivo dell’avviamento elettrico, anche se il pedale restava al suo posto. Il radiatore dell’olio fu spostato vicino alla testata ed il serbatoio più piccolo, passò da 30 a 23 litri.

Le colorazioni restarono su base bianca/rossa e blu/gialla, ma le grafiche furono rinnovate. Nel 1988 arrivò la terza serie, distinta dalla denominazione 3AJ, rimanendo a listino fino al 1991.

Siamo nel pieno del boom delle “Dakar-replica” con carenature sovrabbondanti di cui nemmeno l’agile Ténéré riesce a fare a meno. Il parafango si sposta in basso vicino alla ruota e arriva il doppio faro rotondo che presto diventerà simbolo della Super Ténéré 750 che arriverà sul mercato l’anno dopo.

Nuovo anche il serbatoio, da 26 litri, mentre la ciclistica viene aggiornata con l’arrivo del freno posteriore a disco. Va poi a sparire il pedale dell’avviamento.

(a cura di OmniMoto.it)


 

Fonte: Ufficio Stampa

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