Test Ducati Monster 1200 S 2014, più comfort e tanta potenza. Foto

Un Monster progettato per accogliere degnamente due persone. Migliorano prestazioni e tecnologia

Il nuovo Monster 1200 lanciato a EICMA 2013 e subito incoronato Moto più bella del Salone, nel 2014 viene proposto in due versioni, base ed S, che si differenziano non solo nell’allestimento ma anche, e per la prima volta, nella potenza disponibile. Il modello base, eroga infatti 135 CV ed è offerto al prezzo di 13.490 euro, mentre la versione S ha 145 CV e costa 15.990 euro.

Per la prima volta un Monster è stato progettato per accogliere degnamente due persone e per garantire comfort a entrambi. L’unica via per raggiungere questo obiettivo era far crescere le dimensioni vitali della moto che, in effetti, anche a prima vista è più voluminosa.

Il telaio, ridotto all’osso rispetto a un tempo, viene però esibito con decisione, grazie al diametro notevole dei suoi tubi. Le sovrastrutture, poi, si confermano minimaliste con il serbatoio che da solo fa il 90% del design e con un copricodino che fatica a nascondere le forme ora abbondanti della sella. Il Monster 1200, come accennato, nasce proprio con l’intento di avere una nuova ergonomia.

La nuova configurazione ha reso il complesso telaio-motore più rigido a torsione del 99% rispetto al precedente. Le ruote sul Monster base sono a dieci razze con design mutuato dalla 1199 Panigale e sulla S sono a tre razze a Y lavorati alle macchine utensili. In tutti e due i casi i pneumatici di primo equipaggiamento sono i Pirelli Diablo Rosso II nelle misure di 120/70 ZR17” e 190/55 ZR17”.

Il motore è il conosciuto Testastretta da 1.198 cc che equipaggia già Multistrada e Diavel, rivisto in questa edizione per adattarlo alle caratteristiche del Monster. Le modifiche più evidenti sono quelle strutturali, necessarie a realizzare gli attacchi anteriori per il telaio e quelli posteriori per telaietto e fulcro dell’ammortizzatore.

Il pacchetto elettronico del nuovo Monster prevede tre riding mode di serie che sovrintendono a erogazione del motore, controllo di trazione e ABS. Impostando il modo Sport la potenza erogata è la massima disponibile, il ride by wire si tara con una risposta diretta, il DTC si posiziona a livello 2 e l’ABS sul Livello1 senza controllo sul sollevamento del posteriore.  Con la mappa Touring si ottiene la stessa potenza massima ma con un’erogazione più progressiva, il DTC si tara su 4 e l’ABS va a Livello2 con controllo del sollevamento della ruota dietro. Scegliendo il Riding Mode Urban, la potenza si taglia a 100 CV con Ride by Wire molto progressivo e controllo di trazione e ABS si impostano sulle tarature di intervento massimo.

Il test su strada denota una sella realmente comoda e il manubrio è finalmente ben raggiungibile e alla giusta altezza per non affaticare il pilota e si conferma largo al punto giusto per dare un ottimo controllo sull’avantreno. Fin dalle prima curve si nota l’ottima maneggevolezza che i tecnici Ducati sono riusciti a dare alla moto, nonostante l’interasse elevato. Il Monster mostra subito di gradire i percorsi misti ma di media velocità, di quelli da percorrere tra terza e quarta.

Le sospensioni Ohlins si guadagnano come sempre la lode muovendo la moto da ferma sembravano fin troppo frenate, e invece in movimento ci hanno stupito per il perfetto bilanciamento tra frenatura e scorrevolezza. La dotazione freni del Monster S è davvero al top per potenza e modulabilità: il neofita dovrà solo fare l’abitudine alla incredibile potenza a disposizione imparando a frenare accarezzando la leva. Ottima la taratura dell’ABS che non entra in funzione praticamente mai. Alla fine se l’obiettivo degli ingegneri Ducati era di rendere il Monster più godibile e fruibile, lo hanno centrato appieno.

(a cura di OmniMoto.it)
 


 

Fonte: Ufficio Stampa

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