Ducati Hyperstrada: fun-bike nel cuore, ma in abiti da turismo

Divertirsi viaggiando è l'obiettivo dell'ultima "Strada" di Borgo Panigale. Di serie offre un equipaggiamento declinato al turismo a medio raggio e, con la versione "low", l'assetto è ribassato di 20 mm

Se è vero che il mercato si sta spostando in maniera importante sulle moto tuttofare o comunque dedicato al turismo, allora ecco che nella gamma Ducati le versioni con suffisso "Strada", ovvero declinate al turismo, incontreranno sempre più apprezzamenti da quella clientela sportiva che però non disdegna un po’ di comfort tra una curva è l’altra. La filosofia rimane quella della Casa di Borgo Panigale, quindi molto sportiva, ma dopo la Multistrada e la Diavel Strada, Ducati presenta la nuova Hyperstrada, versione "educata" al turismo a medio raggio derivata dalla nuova Hypermotard.

EQUIPAGGIAMENTO E PREZZI: QUESTIONE DI COMODITA’ – Il DNA della Hypermotard non è stato snaturato, ma  semplicemente con questa Hyperstrada viene offerta la possibilità di godersi (anche in coppia) il divertimento della motardona emiliana, grazie ad un equipaggiamento espressamente studiato per le esigenze di chi con la moto ama macinare qualche chilometro in più della media. Nei 12.790 euro del prezzo di listino, oltre a tutta l’elettronica della Hypermotard, sono infatti comprese due borse laterali semi-rigide da 25 litri di capacità ciascuna ed è stato montato un maniglione che incorpora gli attacchi per il topcase posteriore da 31 litri di capacità che è possibile avere come optional a 599 euro. La sella è stata totalmente modificata: più larga nella seduta del pilota e più imbottita, la si può anche avere in versione "bassa" (- 20 mm) pagando un sovrapprezzo di 244 euro. Se poi si desidera un’altezza da terra ancora più ridotta è possibile richiedere la Hyperstrada in versione Low, abbassata di ulteriori 20 mm. Completano poi l’equipaggiamento della nuova Hyperstrada un cupolino di medie dimensioni, riser al manubrio che lo rialza di 20 mm, il cavalletto centrale e due prese da 12 V per ricaricare navigatori satellitari o abbigliamento termico.

MECCANICA RAFFINATA E RIDING MODE DI SERIE – La meccanica è rimasta la medesima della Hypermotard, e quindi anche su questa "Strada" troviamo il bicilindrico Testastretta 11° da 821 cc raffreddato a liquido con distribuzione desmodromica a 4 valvole per cilindro. Anche la potenza rimane di 110 CV a 9.250 giri/min con la coppia massima di 9,1 kgm a 7.750 giri/min. Analogamente alla Hypermotard, anche la Hyperstrada può vantarsi di una dotazione elettronica completa. A partire dell’ABS Bosch 9MP di serie, l’ultima Hyper di Borgo Panigale offre il meglio della tecnologia di Casa riassunta nel Ducati Safety Pack, di serie su tutta la gamma che comprende anche il Riding Mode e il DTC (controllo di trazione regolabile ed escludibile). Grazie al Riding Mode è possibile avere tre diversi caratteri della propria Hyper: Sport con 110 CV di potenza, DTC a livello basso, e ABS a livello 1 con ridotto controllo del sollevamento del posteriore. Touring, la mappatura preferita dalla Hyperstrada, che fornisce 110 CV ma con risposta più progressiva del RbW all’apertura del gas, intervento superiore del sistema DTC e livello 2 di efficienza frenante dell’ABS con massima stabilità in frenata e controllo del lift-up. EUrban, che riduce la potenza a 75 CV con erogazione molto progressiva del RbW, intervento più consistente del DTC e ABS a livello 2 con massima stabilità in frenata e controllo del sollevamento del posteriore.

IN VAL D’ORCIA, LA STRADA… E’ HYPER – Per chi in moto ci va e, magari, macinando decine di migliaia di km all’anno, sa bene che poter abbinare il percorso giusto alla moto giusta è un piacere unico. Per fortuna, così è stato per il nostro test, avvenuto con la Hyperstrada nella magnifica cornice delle colline senesi, tra Bagno Vignoni e Montalcino. Una volta partiti, i primi interventi di modifica rispetto alla Hypermotard non tardano a farsi notare e le differenze sono evidenti:  il manubrio rialzato facilita una posizione di guida più comoda e la sella risulta meglio imbottita con la larghezza che è quella giusta. Peccato solo che la sella più incavata limiti un poco i movimenti durante la marcia proprio a causa della sua ergonomia che "chiude" il pilota sul serbatoio. Meglio invece per il passeggero, che ringrazia per l’imbottitura maggiorata. Dopo brevi verifiche delle mappature offerte dal Riding Mode, ci affidiamo all’opzione Touring che eroga i suoi 110 CV in maniera impeccabile. Sempre pronto a riprendere anche dai regimi medio-bassi, ma forte di un allungo clamoroso, il bicilindrico Testastretta 11° da abbina le sue doti ad un sound coinvolgente.
Se poi nei brevi tratti veloci percorsi in superstrada ci è mancata un po’ di protezione aerodinamica su spalle e testa (il busto era ok!), nel misto di collina Hypestrada si è fatta capire molto bene, mettendo in chiaro la sua indole adrenalinica, ma in grado anche di coccolare pilota e passeggero grazie al suo equipaggiamento specifico, molto utile (come nel nostro caso) per riporre attrezzature elettroniche o, per esempio, la sempre odiata-amata anti-pioggia. Sull’asciutto i 204 kg in ordine di marcia non si sono fatti sentire e il passaggio da una inclinazione all’altra era fulmineo, come l’ingresso in curva del resto, grazie anche all’impianto frenante Brembo con dischi da 320 mm all’anteriore e ABS di serie.

 (a cura di OmniMoto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

MOTORI Ducati Hyperstrada: fun-bike nel cuore, ma in abiti da turismo