Moto Guzzi Kaffeemaschine 8, il piacere di una special unica

Axel Budde ha realizzato la sua ottave meraviglia, partendo da una Le Mans 2. Il risultato è accattivante quanto minimalista, per una cafè racer che si meriterebbe un posto d'onore nel salotto di ogni appassionato delle moto di Mandello

Il nome non deve depistare gli appassionati del genere: anche se la creazione proviene da un tuner di Amburgo e il nome del modello – Le Mans 2 – ispira al celebre circuito francese, la semplicità e il fascino di questa moto è tutto italiano visto che la base di partenza è uno dei più celebri modelli di Moto Guzzi.

La Kaffeemaschine 8 è infatti l’ottava creazione del preparatore Axel Budde che da anni è specializzato i proprio sulle Moto Guzzi che nelle sue mani diventano cafè racer dalle linee molto pulite che vengono declinate sia a livello tecnico che estetico in base alle richieste dei committenti.

Questa Kaffeemaschine 8 richiesta così dal sig. Guillame Bureau , un appassionato svizzero desideroso di condividere la sua passione con la compagna, a differenza di altri modelli creati da Budde, può ospitare anche il passeggero.

Rispetto alla originaria Moto Guzzi Le Mans 2 questa special è stata completamente smontata e controllata. In particolare il motore è stato revisionato e ispezionato bullone per bullone dagli esperti della HTMoto modificando alcune componenti: l’albero è stato alleggerito e ribilanciato dinamicamente, la cilindrata è stata maggiorata montando cilindri e pistoni da 1.000 cc, una nuova accensione elettronica e un impianto di scarico artigianale tutto in acciaio inox, tutte "Variazioni" atte a valorizzare il dna della moto senza stravolgerne il fascino.

E’ invece sulla ciclistica che Axel si è sporcato le mani in prima persona. Partendo dal telaio originale della Le Mans, il superfluo è stato totalmente eliminato così da ricavare un deign minimalista ed elegante.

I cerchi in lega leggera sono prodotti dalla Morad, mentre le sospensioni di serie sono state modificate usando una forcella Fac all’avantreno e ammortizzatori Ikon al retrotreno.

L’impianto frenante è stato modificato montando pompe di costruzione molto più moderna delle originali e adottando tubazioni in treccia metallica; le pinze e dischi anteriori sono quelli di serie, mentre dietro è stata montata una pinza uguale alle anteriori con supporto flottante connesso al telaio.

Budde ha poi personalizzato tutte le componenti in alluminio tra cui serbatoio, parafanghi e le varie flange e staffe, completate donando loro una finitura spazzolata che mette in risalto l’artigianalità della realizzazione. Artigianale è anche la sella in pelle, sempre "Budde Made", dello stesso materiale delle manopole.

(a cura di OmniMoto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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