KTM Freeride 250R: l’enduro pret a porter. Foto

Arriva la più piccola Freeride di Mattighofen, spinta dal monocilindrico due tempi 250 cc

La KTM affronta questo difficile momento in cui il mercato è stagnante con il consueto approccio Ready to Race che ha consentito al marchio austriaco di diventare, con 107.000 moto vendute nel 2012, il primo produttore europeo scavalcando la corazzata BMW. Tra le novità 2014 di Mattighofen abbiamo appena provato la Freeride 250 R, una enduro "easy to ride", una moto per tutti, e davvero "user friendly".

KTM crede fortemente nel motore due tempi e, per ribadirlo, affianca alla confermata 350 quattro tempi una 250 grintosissima, mossa da un propulsore derivato dal 250 due tempi della serie EXC. Semplicità, costi contenuti e leggerezza sono i cavalli di battaglia di questo propulsore che si sposa meravigliosamente con la compatta ciclistica della Freeride. Infatti sono ben sette i kg che la 250 guadagna sulla bilancia rispetto alla già leggerissima 350.

Il monocilindrico è stato comunque rimaneggiato: nuovi sono testa, cilindro e pistone, la valvola allo scarico è stata rimossa, ed al posto dello scarico ad espansione troviamo un elegante ma sottile scarico cromato, con terminale in alluminio. Solo sul propulsore sono stati risparmiati due chili grazie all’assenza del kick starter e alla nuova frizione CSS, con cestello in acciaio e dischi in alluminio. Nuovo anche il cambio a 6 marce, con i primi 5 rapporti più corti rispetto alla 250 EXC e una sesta lunga. L’alimentazione è affidata ad un conosciuto carburatore Keihin PWK da 28 mm a valvola piatta.

Telaio e sospensioni sono identici alla sorella 350: telaio misto, acciaio per la parte anteriore e triangolatura di alluminio forgiato per piastre laterali e zona centrale. Grazie alla compattezza del motore due tempi, e allo scarico snello, la culla del telaio della 250 R è più alta di quasi 60 mm, garantendo ancora più luce a terra rispetto alla 350. Il telaietto posteriore è in polimero ad alta resistenza, e presenta impugnature dedicate per spostare di peso la moto nelle situazioni “spinose”.

Le sospensioni sono WP: la forcella è una 43 mm a steli rovesciati, regolabile sia in compressione che ritorno, stretta da pregiate piastre in alluminio lavorate CNC, e si accoppia a una mono progressivo PDS, dotato di nuova molla e con doppia regolazione in compressione. Le sovrastrutture e le plastiche sono le stesse della sorella 350, ma qui vengono rese particolarmente dinamiche e grintose dalle nuove grafiche R-Type che contribuiscono in maniera decisiva a rendere più accattivante e appetibile tutta la moto. Nuovo il serbatoio in materiale plastico semi trasparente che consente al volo di vedere il carburante residuo, ma di capacità aumentata a 7 litri, grazie al maggior spazio lasciato dal motore a due tempi.

La sella della KTM Freeride 250 R non è bassa in senso assoluto (915mm), ma grazie alla cedevolezza del primo tratto di escursione delle sospensioni consente di toccare i piedi a terra facilmente. I fianchetti sono rastremati mentre la sella è sottile e dura. Questo permette di cingere benissimo la moto con le gambe e di assumere una posizione naturale anche quando si guida seduti.

L’avviamento è prontissimo e la sonorità che ci accompagna è davvero gasante. In marcia si avverte subito che questo è un motore dotato di tanta massa volanica, molto pieno in basso, con tanta coppia e trazione ma senza una rabbiosa entrata in coppia. Il motore è bellissimo da usare, la coppia è notevole e si possono usare marce più alte del normale, contando sempre su una bella spinta in tutte le situazioni.

Convincono poi leggerezza e reattività: la 250 R sembra davvero una bicicletta, cambia direzione con il pensiero e ogni spostamento in sella è funzionale alla guida: alzare la ruota anteriore per superare gli ostacoli è un gioco da ragazzi e l’incredibile raggio di sterzo insieme al largo manubrio permettono inversioni e manovre nel classico fazzoletto.

Sebbene venga presentata come una enduro “soft”, la Freeride 250 R ha prestazioni notevoli: il mix di coppia, leggerezza, quote ciclistiche compatte e le ottime gomme permettono di salire ostacoli e affrontare passaggi che con una normale enduro sarebbero ostici se non insuperabili. Bisogna osare, sfruttare la meravigliosa trazione e con un minimo di tecnica vi troverete ad affrontare gradini e pietraie verticali danzando sulle pedane senza problemi.

Le sospensioni sono morbide ma non cedevoli, copiano tutto e tengono le ruote sempre attaccate a terra in ogni condizione. Come rovescio della medaglia, una ciclistica così pronta non può garantire stabilità e precisione da riferimento in velocità, e se si percorrono veloci single track senza lesinare sul gas bisogna essere concentrati e distribuire bene i pesi, soprattutto in staccata e accelerazione, pratica fondamentale in una moto da appena 92,5 kg di peso.

Solo due gli aspetti da migliorare: le vibrazioni sono importanti,  e la sella è veramente da fachiro, ottima in enduro estremo ma davvero scomoda per un uso stradale. Due peccati veniali per il gusto e il divertimento estremo provato in sella alla piccola endurotrial di KTM. In sostanza la Freeride 250 può davvero essere una alternativa all’enduro specialistica, in particolare per quei piloti che amano i passaggi difficili o addirittura l’estremo, e che vogliono alzare i propri limiti senza tribolare con una "pesante" enduro tradizionale.

(a cura di OmniMoto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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