Indian Scout Sixty, una cruiser fuori dagli schemi

Indian Scout Sixty è il modello più economico della gamma Indian, e ha l’ingrato compito di confrontarsi con la blasonata gamma Sportster di HD

La storia della Indian Motorcycle Company inizia nel lontano 1903 ed è sì lunga, ma anche molto travagliata. Infatti dopo un periodo di fulgore negli anni Venti proprio con il modello Scout, è costretta a chiudere i battenti già nel lontano 1953.

Da quella data fino al 2006 la storia della Indian è costellata da una serie di passaggi  di mano e di più o meno fantasiosi tentativi di commercializzare o produrre motociclette con il suo marchio. Le cose si fanno serie solo nel 2011 quando il gruppo Polaris (il più grande produttore mondiale di motoslitte) che aveva già  acquistato Victory, decide di acquistare ancge Indian, e nel 2013 arrivano i primi modelli attualmente in gamma, cioè Chief e Cheftain.

La Scout è il modello base del mondo Indian ed è proposta sia in versione 1133 che nella versione Sixty alias 60 pollici cubici e quindi 999 centimetri cubici. Ambedue la Scout condividono lo stesso telaio. Questo è un primo dato di  fatto importante: non è solo una somiglianza estetica ma è anche una realtà di sostanza, e il telaio in questione non è proprio da poco; è scomponibile con elementi in alluminio pressofuso e altri in acciaio e il motore ne fa parte come elemento stressato.

Questo telaio garantisce rigidità e leggerezza allo stesso tempo offrendo una  concezione telaistica che non si ritrova in nessuna altra cruiser di cilindrata media. Proprio questo è un primo vantaggio competitivo  che dovrebbe garantire una guida precisa  rispetto  alle sue concorrenti.

In primo piano ritroviamo poi il motore, un bicilindrico a V di 60° raffreddato a liquido, con distribuzione a due alberi a camme in testa per bancata e quattro valvole per cilindro. Un motore veramente moderno che infatti esprime valori di potenza e coppia tutt’altro che disprezzabili.

L’estetica ricorda l’andamento delle aste e dei bilanceri delle vecchie Indian degli anni venti. Il cambio della Scout Sixty è a soli 5 rapporti contro i 6 della sorella maggiore, ma la prima e l’ultima marcia hanno la stessa rapportatura.

Ovviamente la personalizzazione di queste moto è molto importante e dall’articolatissimo catalogo Indian si possono trovare dal portapacchi posteriore,  alle borse laterali in pelle, alle ruote a raggi.

Veniamo ai prezzi. La custom raffigurata in foto costa 12.690 euro, mentre la versione monocolore, bianca, rossa, o nera costano 300 euro meno. Indian Scout 1133 costa invece 13.990 euro in versione monocolore. Non costano poco ma non sono troppo lontane dal prezzo di uno Sportster 1200 HD. Certo, tenuta dell’usato e efficienza della rete di assistenza nel caso di Indian sono tutti da mettere alla prova, ma la “sostanza” da cui partire c’è tutta.

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