Harley Davidson Daytona: è amore al primo test drive

Carlo Portioli ci racconta la sua passione per le due ruote. Questa volta è salito in sella ad una Harley Davidson Daytona Dyna Glide

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Scarichi aperti di Carlo Portioli Esperto moto e cultura custom

Finalmente con la primavera il cuore si impollina di desideri rimasti a dormire sotto una coltre ghiacciata di pensieri e preoccupazioni.

Un primo caldo e da là sotto i desideri vecchi di una vita mettono fuori la testa. Ancora forti, ancora vitali. Tra i desideri archiviati nella cartella “idee che sarebbe meglio evitare”, ce n’è uno che mi ronza in testa da almeno un paio di decenni e si chiama Dyna Glide Daytona 1340cc. Sarà la colorazione, sarà che ne hanno fatte poche, sarà che è una Evolution, sarà quel che sarà, ma so che è meglio starci lontano per evitare colpi di testa. E infatti… La prima cosa che ho fatto appena tornato in città è stato chiamare il buon vecchio Cippy. Lui ne ha una e con lui la questione è ben più articolata di una banale trattativa per l’acquisto di una moto. Mica è roba che si risolve come su eBay, due click e via. Nossignori. È anni che gli dico che se la vende… Ed è anni che mi risponde che non la vende, ma che se dovesse mai venderla… E questo complesso corteggiamento fatto di tanti punti di sospensione procede senza concretizzarsi, per il puro gusto di tenerlo vivo.

Ora il grande cambio di passo: “Provala, tienila qualche giorno” mi dice e io mi sono guardato bene dal perdere l’occasione di saltarci su. Il Daytona è un Dyna Glide del 1992 prodotto in 1700 pezzi. Prodotto per la commemorazione del 50o anniversario di Daytona, non fu importato in Italia a suo tempo, quindi si trovano pochi esemplari d’importazione, tutti con il contachilometri rigorosamente in miglia. Una sella speciale con il logo inciso a caldo su cuoio di vera mucca texana finita ad allietare il bbq di qualcuno giù a Huston, il Daytona si distingue soprattutto per la colorazione della sua livrea. Crema, blu cobalto e azzurro si mescolano creando una complessa alternanza di linee larghe e sottili, in quello stile che l’Harley ha perso nel tempo e che rende gli anni ’90 il “golden age” delle colorazioni originali. Ci salgo e inizio a scorazzare: ciclistica moderna da Dyna, motore meno ruvido del mio Bad Boy ’96 anche se risulta un po’ più ovattato e meno diretto.

Un po’ sarà che il motore del Bad Boy è imbullonato secco al telaio, un po’ mi dicono che la modifica alle camme di questo esemplare la fa rendere di più agli alti regimi e infatti… sopra i 3000 giri spinge come L’insetto Scoppiettante e il Diabolico Coupè messi insieme. Una goduria. Posizione di guida più raccolta rispetto al telaio Softail, sotto il 180cm di altezza ci si trova a proprio agio.

Frenata presente rispetto alle sue sorelle coetanee grazie al doppio disco anteriore. Paragonata invece a una moto che frena… Vabbè, ma lamentarsi della frenata di una HD inizio anni ’90 è come lamentarsi che con la birra analcolica non ci si sbronza. Insomma il Daytona è una Evo moderna dalla guida semplice e divertente rispetto a quello che usciva in quegli anni dalla Factory di Milwaukee, ma si sa che Evo vuol dire il più vecchio dei nuovi motori Harley. In più lei è bella, bellissima con le sue ali sul serbatoio che sembrano messe lì per farla volare sopra tutte le proprie simili… Certo, non partisse a spinta a causa del decesso improvviso della batteria sarebbe stato tutto più semplice, ma si sa che la purificazione passa attraverso la sofferenza.

L’unica risposta che non ho è se certi amori adolescenziali non corrisposti sia meglio viverli fuori tempo massimo rischiando di rimanere delusi oppure se sia meglio lasciarli andare lungo quella strada che prima li mitizza e poi li sbiadisce, fino a trasformarli un vago ricordo e un dolce sorriso. Non lo so… Ma caro Cippy, visto che so che stai leggendo: se ti serve qualcuno che ti dia una mano a svuotare il box io ci sono e sono disposto a farlo senza farmi pagare, anzi magari per rottamare il tuo ferro vecchio sono pure disposto a metterci qualcosa io! E poi non si dica che non sono un amico.

A te la prossima mossa

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