La differenza tra auto storiche e auto d’epoca

Belle, uniche e rare sono le auto "datate": agevolazioni fiscali e normative

Andando a caccia di auto “datate” ci si trova davanti a diversi modelli, ma quali sono le differenze tra auto storiche e auto d’epoca? In genere si commette l’errore di pensare che siano la stessa cosa e le due parole “auto storiche” e “auto d’epoca” vengono utilizzate come sinonimi, ma non è così e a dirlo è la normativa di riferimento contenuta nell’articolo n. 60 del Codice della Strada.

Un’auto definita d’epoca non è in possesso dei requisiti minimi per circolare su strada, quindi oltre ad essere cancellata dal PRA, può essere utilizzata solo per partecipare a mostre ed eventi autorizzati o esposta in un museo. Considerare un’auto di vent’anni di vita, auto d’epoca è errato. Per ottenere il titolo di auto d’epoca, l’autovettura deve essere sottoposta a controlli da parte di un tecnico della Motorizzazione Civile, che rilascerà al proprietario un “certificato di rilevanza storica e collezionistica”, si procede poi con l’iscrizione della vettura nei registri di legge. Per partecipare ad un evento è necessario richiedere e farsi rilasciare dalla Motorizzazione Civile un foglio di via e la targa provvisoria.

Le auto storiche o di interesse collezionistico a differenza delle auto d’epoca possono circolare su strada purché contengano tutti i requisiti previsti dal regolamento. Per essere considerate tali bisogna possedere il “Certificato di Rilevanza Storico Collezionistica“. E’ necessario che l’automezzo venga sottoposto a precisi controlli da parte del “Dipartimento dei Trasporti Terrestri, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici“. Una volta constatati i requisiti viene rilasciata una carta di circolazione con obbligo di revisione ogni due anni. E’ fondamentale richiedere anche ” l’Attestato di datazione e storicità” a patto che la carrozzeria e i telai siano conformi agli originali, il motore sia tecnicamente compatibile, gli interni siano integri e ben conservati.

Dal punto di vista fiscale possedere un’auto d’epoca o un’auto storica non comporta molti vantaggi. Con la legge di Stabilità 2015 chi possiede un’auto che ha più di vent’anni ma meno di trenta deve pagare il bollo.

Per quanto riguarda l’assicurazione, si risparmia con le offerte rintracciabili nella rete. Le assicurazioni per le auto d’epoca e storiche prevedono una classe di merito che non tiene conto del “Bonus-Malus“, inoltre usando la “formula garage” il prezzo della rata si riduce di molto. In media assicurare un veicolo appartenente a queste categorie si spendono all’anno qualche centinaio di euro.

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