Bollo, scatola nera e spese: sarà rivoluzione nel mondo dell’auto

Tra DEF e proposte parlamentari, tante le novità che potrebbero rivoluzionare il pianeta motoristico

Tra il 2014 e il 2015 il mondo dell’auto potrebbe essere rivoluzionato da una serie di progetti al vaglio del Governo, alcuni dei quali già entrati nel DEF, il Documento di Economia e finanza che il Governo presenta annualmente al Parlamento. Innanzitutto, nel documento governativo c’è la trasformazione del bollo auto in tassa di circolazione: una decisione che mira a recuperare il mancato pagamento del bollo stesso da parte del 13% degli italiani, per una perdita complessiva per lo stato di 850 milioni annui. 
 
Sempre in merito al bollo, c’è stata anche la proposta del presidente della Commissione Finanze della Camera, Daniele Capezzone, di abolirne il pagamento per 3 anni per chi effettua una nuova immatricolazione. In sostanza chi compra un’auto nuova non dovrebbe pagare il bollo auto per un triennio, al termine del quale si passerebbe ad un modello di ‘bollo progressivo’ secondo la logica del "meno inquini meno paghi". La copertura economica dell’esenzione bollo auto si troverebbe grazie all’incremento del gettito IVA legato all’aumento delle nuove immatricolazioni: al momento, però, la proposta è rimasta tale.
 
Per quanto riguarda invece l’IPT, la tassa provinciale di trascrizione da pagare all’acquisto di una vettura, il progetto è quello di renderla proporzionale al valore della macchina e non  legata – come prima – ai Kw. Anche qui, Capezzone aveva proposto l’abolizione dell’IPT: il costo da almeno 1.5 miliardi di euro avrebbe però fatto frenare il Governo su questa ipotesi.
 
Tra i tanti temi "automobilistici" affrontati nel DEF , c’è anche quello della "scatola nera" delle auto: l’Unione Europea l’ha resa obbligatoria su tutti i veicoli a partire dal 2015 e sarà dunque necessario creare una normativa per la sua regolamentazione e diffusione. Sempre alla voce "regole", nel Documento c’è anche la revisione del Codice della Strada: quello nuovo dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno, con cambi fondamentali come l’introduzione del reato di omicidio stradale.
 
Un’altra ipotesi al vaglio del Governo riguarda poi la cancellazione di duplicazioni di funzioni come quella tra Motorizzazione Civile e Aci relativamente alla registrazione di auto in Italia. Il Ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi ha sottolineato come l’intento sia di fondere il Pubbico Registro Automoblistico dell’Aci e l’Archivio dei veicoli della motorizzazione, sostanzialmente due elenchi in fotocopia. La linea adottata sembra portare all’abolizione del Pra con vantaggi quantificabili in 60 milioni per la collettività e "sconto" sulla registrazione di 11 euro per il singolo cittadino. Il problema è che così facendo l’Aci perderebbero il 90% delle proprie entrate e potrebbe essere costretta a licenziamenti. L’incasso dell’abolizione, oltre a pagare i costi dell’operazione, dovrà quindi essere rivolto anche a coprire gli esuberi, che verrebbero impiegati nella nuova struttura che trascriverà i dati nel futuro, unico archivio automoblistico.
 
Per finire, tra le proposte anche un aumento della deducibilità dei costi per il settore delle auto aziendali, riportandola al 40%. Secondo Capezzone "la riduzione della deducibilità al 20% dà vita ad una notevole disparità di trattamento fiscale con il resto dei paesi europei ostacolando la ripresa del mercato".
 

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