Addio raccomandata, dal 2019 le multe arrivano via mail

Lo snellimento burocratico previsto dalla riforma Madia renderà digitale l'invio delle multe

Segnatevi questa data: entro il 2019 sarà necessario dire addio al vecchio e classico indirizzo postale per le comunicazione con la pubblica amministrazione e far spazio alle email. Ciò significa che anche le odiate multe non saranno più recapitate a domicilio ma sul proprio computer. Attenzione quindi alle notifiche dei servizi di posta elettronica, oltre all’odiato spam potrebbe arrivarci molto presto, nel giro di di pochi mesi, anche comunicazioni poco piacevoli che notificano divieto di sosta, superamento dei limiti di velocità o qualsiasi altra infrazione del Codice della Strada.

La novità è frutto dell’ approvazione in via preliminare del decreto legislativo del Codice dell’amministrazione Digitale, come previsto dalla riforma Madia.  Per interagire con la pubblica amministrazione non è più necessario avere obbligatoriamente una PEC, con questo schema di decreto il domicilio digitale diventa meno rigido facendo di che l’indirizzo mail possa coincidere anche con una classica casella postale elettronica, qualsiasi servizio di comunicazione on line andrà bene, a patto che rispetti le norme europee in materia di sicurezza digitale. 

Entro pochi mesi gli utenti potranno attivare il nuovo domicilio che fungerà da canale unico di comunicazione con la pubblica amministrazione, un notevole snellimento burocratico finalizzato ad alleggerire il carico degli oneri che il cittadino è costretto ancora a subire a causa di una struttura amministrativa ancora troppo obsoleta rispetto alle possibilità che offrono i nuovi sistemi informatici.

Entro dicembre verrà realizzata l’infrastruttura della base dati e il portale di riferimento. A marzo poi sarà realizzata la seconda fase per la consultazione evolute dei dati della pubblica amministrazione.  Entro il 2019 è prevista l’entrata in pieno regime del sistema. La stime parlano di una spesa di circa 200 mila euro per il completamento dei lavori, ma i risparmi dovrebbero essere davvero sostanziosi. Eliminando i costi della spedizione, della carta e dell l’archiviazione lo Stato potrebbe arrivare a risparmiare più di 250 milioni di euro.

Niente più carta, toner, buste, eliminati i costi relativi alle attività manuali e il tempo perso per recuperare le raccomandate. Tutto digitalizzato, con grandi vantaggi anche per l’ecosostenibilità visti i risparmi che si otterranno anche in tonnellate di carta. 

 

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