Yamaha Motiv-e concept, “moto” con un po’ di Formula 1. Foto

La casa giapponese passa alle quattro ruote con una citycar del progettista di F1 Gordon Murray

Yamaha costruisce moto e scooter, e anche strumenti musicali, ma ora potrebbe diventare nota anche per la realizzazione di automobili con il proprio marchio.

Un’automobile un po’ particolare, che è stata presentata a Tokyo in forma di concept car e che si chiama di Motiv.e, ricordando la musica anche nel nome.

Non è però un’auto normale, ma ha caratteristiche fuori dal comune, e non poteva essere altrimenti, visto che a progettarla ha contribuito un personaggio mitico della formula 1 degli anni ’70 e ’80: Gordon Murray.

Furono sue le Brabham e le McLaren di quegli anni, come sua è la prima supercar stradale realizzata dalla stessa McLaren, la celebre F1.

Qui, a parte la cura dell’assetto per ottenere una guidabilità divertente, non ci troviamo di certo di fronte a una formula 1, ma a una vettura da città, che somiglierebbe un po’ a una Smart, se non fosse che è più larga e più bassa, e anche visivamente più attaccata a terra.

Come nella Smart, il motore è disposto posteriormente: in questo prototipo è elettrico, è potente quanto basta (34 CV) grazie al peso di 730 kg comprese le batterie, e ha una coppia da supercar (896 Nm dichiarati), utili soprattutto per divincolarsi agevolmente nel traffico urbano.

La città è il suo regno, con un pieno di energia che dura per 160 km, e dimensioni che aiutano nelle manovre e nei parcheggi, e quando diventerà un’auto di serie potrà avere anche un normale motore a benzina, godendo sempre delle agevolazioni governative giapponesi destinate alle citycar.

L’intervento di Gordon Murray riguarda però la struttura complessiva della Motiv-e, che adotta una tecnologia brevettata chiamata "iStream".

Con l’aiuto di una gabbia di acciaio integrata con elementi in compositi riciclati, la Motiv.e è una delle auto più facili e veloci da costruire e riparare della categoria, con doti di robustezza e leggerezza fuori dal comune.

Questo significa controllo dei costi, possibilità di realizzare altre varianti di carrozzeria, flessibilità anche per quel che riguarda i gruppi meccanici. Prossimamente avremo, dunque, delle Yamaha a quattro ruote adatte alla città.

(a cura di OmniAuto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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