Test Jaguar XF 2.2D 2014: meno cavalli, stesse prestazioni. Foto

Spinta dal 2.2 biturbo diesel depotenziato, sfida Audi A6 2.0 TDI, BMW 518d e Mercedes E220 CDI

La XF è la classica auto “di rottura”. Quando viene lanciata, nel 2008, in un sol colpo si lascia alle spalle anni e anni di tradizione Jaguar, fatta di berline dai volumi ben definiti, con la coda bassa e in evidenza. La XF sembra invece una coupé, il terzo volume è molto alto, raccolto, capace di trasmettere una sportività che mai si era vista su una berlina di Coventry. I numeri di mercato dicono che la scommessa è stata vinta: solo in Italia ne sono state vendute, a oggi, circa 7.000. I manager di azienda hanno un’alternativa alle solite Audi A6, BMW Serie 5 e Mercedes Classe E. Ora, dopo il facelift dell’autunno del 2011, debutta il Model Year 2014.

Esteticamente, l’auto è identica a prima, fatta eccezione per le nuove tinte Osmium e Dark Sapphire e per i coprimozzi dallo sfondo rosso. Un po’ più importanti gli aggiornamenti nell’abitacolo: ci sono nuove mappe per il navigatore, che ha anche un’inedita tastiera virtuale per l’immissione facilitata degli indirizzi. Immutato invece lo stile minimalista. Tuttavia, se la carrozzeria è ancora molto attuale, dentro le rughe si vedono eccome: lo schermo del navigatore è piccolo e infossato, la posizione di guida si regola in modo meno preciso rispetto a quella delle rivali e i comandi del climatizzatore non sono tra i più semplici da utilizzare.

La vera novità è racchiusa comunque sotto il cofano. Il 2.2 biturbo diesel è stato ritoccato nell’elettronica e al calo della potenza da 200 a 163 CV si accompagna una riduzione del consumo medio dichiarato (da 5,1 a 4,9 l/100 km) e delle emissioni di CO2, da 135 a 129 g/km. Alla fine del test drive, svolto principalmente su strade extraurbane (dunque favorevoli dal punto di vista dei consumi), il computer di bordo indicava 6,6 l/100 km. Un risultato buono, anche se lontano, come sempre, dal valore dichiarato dalla Casa. Capitolo guidabilità: i 37 CV in meno rispetto al 2.2 più potente si sentono appena.

L’accelerazione è meno cattiva, ma la doppia turbina continua ad assicurare sorpassi in scioltezza. Insieme alle virtù, la versione depotenziata conserva il “vizio”: le vibrazioni di questo quattro cilindri si fanno sentire abbastanza, in modo particolare al minimo e fra 2.000 e 3.000 giri. Ottimo invece il cambio automaticoa 8 rapporti by ZF, veloce e fluido nei passaggi di marcia, anche se non fulmineo del recepire i comandi impartiti manualmente con le levette dietro al volante. Detto questo, da una berlina di rappresentanza non ci si possono aspettare reazioni da sportiva e la XF 2.2D lo dimostra: il meglio lo offre quando la si guida in modo brillante, ma non esasperato.

I prezzi? Causa il recentissimo aumento dell’IVA, il listino non è ancora stato approvato. Jaguar Italia ha comunque stabilito il prezzo della versione di lancio – la Limited Edition – in 40.850 euro. Una cifra comprensiva, tra gli altri, di: cerchi da 18”, vivavoce Bluetooth e park control. Gli amanti della british way of life possono contare sul British Pack, contraddistinto dal badge sulla fiancata e dai tappi coprivalvola dei pneumatici nei colori della Union Jack.

(a cura di OmniAuto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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