Test Ford Fiesta eWheelDrive: nuove strade per l’auto elettrica

Abbiamo guidato in anteprima il prototipo con i motori elettrici nelle ruote posteriori. La tecnologia sembra promettente

Un salto nel futuro delle “EV”. Difficile definire in altro modo la Ford Fiesta eWheelDrive, l’elettrica con due motori all’interno delle ruote posteriori che abbiamo guidato in anteprima al centro prove Ford di Lommel, in Belgio. La sperimentale Ford Fiesta eWheelDrive, sviluppata con il gruppo tedesco Schaeffler, si inserisce di diritto nello strategico processo di elettrificazione della gamma dell’ovale blu sul mercato europeo, che vede in prima fila Ford Focus Electric e C-Max Hybrid. Questa Fiesta è però diversa perché non ha un motore elettrico che fornisce trazione o affianca quello termico, ma due elettromotori contenuti nelle ruote posteriori motrici.

La soluzione dell’eWheelDrive, che dimostra la fattibilità di una city car "elettrificata" in modo differente, offre numerosi vantaggi che abbiamo potuto toccare con mano all’interno dell’avveniristico Lommel Proving Ground di Ford.

 Guidare questa Ford Fiesta eWheelDrive è stato un po’ come provare il futuro, visto che nel giro di qualche anno un’auto così potrebbe sfidare Toyota  Yaris Hybrid e Renault Zoe. C’è la piacevole fluidità di marcia di un’elettrica di nuova generazione, dove la silenziosità intrinseca del sistema è appena sporcata da un ronzio che arriva proprio dalle ruote posteriori. Gli ingegneri Ford e Schaeffler che ne hanno seguito lo sviluppo spiegano questa rombosità col fatto che le sospensioni posteriori della Fiesta non sono nate per la trazione e quindi trasmettono alla scocca un livello di vibrazioni che si traduce in rumore . L’ottima potenza di picco, pari a 110 CV, permette prestazioni di livello sportivo.

Quello che sorprende di più nella Fiesta eWheelDrive è però la coppia massima di ben 700 Nm per ruota, un valore da supercar che consente di sperimentare accelerazioni notevoli; il segreto di un simile momento torcente alle ruote di una compatta come la Fiesta sta proprio nell’assenza di cambio e alberi di trasmissione, che verrebbero messi a dura prova.

Mancando i semiasse è teoricamente possibile parcheggiare una vettura dotata di eWheelDrive muovendola in perpendicolare al senso di marcia, con le ruote bloccate ad un angolo di 90 gradi. Come un carrello della spesa la futura EV Ford (non questa Fiesta) potrà parcheggiare in spazi di sosta ristretti, offrendo una libertà di movimento sconosciuta alle auto tradizionali.

Come ci spiegano i responsabili Ford e Schaeffler, la soluzione "tutto nella ruota" (freni a tamburo,  elettronica, inverter e sistema di raffreddamento) consente di liberare spazio sull’auto, per i passeggeri e i loro bagagli; basti pensare al posto lasciato vuoto nel cofano anteriore, sul prototipo Fiesta interamente occupato dalle batterie (200 kg), ma che in una futura elettrica con batterie nel pianale sarebbe utilizzabile come secondo vano di carico.

Un altro vantaggio offerto dal l’installazione dei due eWheelDrive sulla Ford Fiesta è quello di disporre di un sistema di "torque vectoring" che regola e distribuisce in tempo reale la coppia motrice alle singole ruote, in funzione della dinamica del veicolo e delle esigenze di stabilizzazione in curva. Grazie anche a questo sistema la guida della Ford Fiesta eWheelDrive risulta appagante e simile a quella di ogni altra Fiesta, con qualche squilibrio che si manifesta solo nelle curve strette affrontate a velocità elevata; questo nonostante ogni ruota posteriore pesi 45 kg più del normale, gravando sulle masse non sospese.

(a cura di OmniAuto.it)

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