Il Regno Unito multa coloro che sostano con il motore acceso

Il ministero britannico della salute avanza la proposta per proteggere i cittadini dall'inquinamento atmosferico e dalle polveri sottili

La proposta arriva dal Regno unito e prevede di multare gli automobilisti che lasciano il motore dell’auto acceso in prossimità delle scuole, di ospedali e luoghi di cura. Il National Institute for Health and Care Excellence e il Public Health England, due importanti enti che fanno capo al ministero britannico della salute, hanno redatto una guida che propone numerose azioni concrete volte a limitare l’inquinamento dell’aria che in quasi il 90% delle aree urbane del paese risulta inquinata.

Tutelare la salute delle persone maggiormente a rischio come bambini, persone anziane e donne incinte è l’obiettivo principale della guida, oltre a questo, il documento prevede che fuori dai luoghi frequentati da questi soggetti deboli, siano istituite delle “no idling zone”. In queste aree è vietato lasciare il motore al minimo e un’auto ferma deve essere per forza spenta. Multe fino a 80 sterline sono state introdotte per tutti coloro che non rispettano il divieto. La limitazione del traffico nei centri cittadini è stata proposta da numerosi esperti sanitari tramite le “congestion charge” che sono molto poco apprezzate dalle amministrazioni e dagli automobilisti.

Tra le proposte più semplici possiamo annoverare quelle volte ad assorbire l’inquinamento che si ottiene piantando alberi e siepi, ma soprattutto cercare di sensibilizzare gli automobilisti a mantenere gli pneumatici gonfi per limitare i consumi e le polveri sottili e allo stesso tempo incentivare l’uso di biciclette e veicoli elettrici.

Non è una novità per Londra questa restrizione: dal 2013, decine di attivisti durante i “Clean Air Action Days” chiedono di spegnere il motore a tutti quegli automobilisti che sono fermi, così da evitare inutili emissioni. Gli attivisti nel 2016 sfruttando i social tramite l’hashtag #noidling, sono riusciti a coinvolgere se quartieri: la City, Camden, Lambeth, Southwark, Wandsworth e Westminster.

Gli esperti sostengono che la morte prematura di circa 25mila persone all’anno in Inghilterra è direttamente associata alla prolungata esposizione alle polveri sottili, dove il traffico stradale è ritenuto al 64% responsabile dell’inquinamento delle città.

Pubblicata nel 2015, una ricerca sulle aspettative dei cittadini di Londra, ha affermato che ha tolto loro 16 mesi di vita. La causa va riscontrata nel biossido di azoto (NO2), prodotto in particolar modo dai veicoli alimentati a diesel: l’inquinante blocca la crescita dei polmoni e li infiamma oltre a causare asma e provocare il cancro.

Sul fronte del diritto, il governo britannico il 3 luglio è stato portato in tribunale per la terza volta, proprio mentre tentava di produrre un piano efficace per ridurre l’inquinamento dell’aria fino a valori accettabili. Il gruppo di avvocati ambientali che sostiene la causa e che prende il nome di ClientEarth, è riuscita ad intimare ai ministri, tramite corte suprema, che la qualità dell’aria fosse conforme al diritto dell’Unione europea. Solo dopo l’ordine di un giudice al Dipartimento dell’Ambiente, dell’Alimentazione e degli Affari rurali e poco prima delle elezioni generali, il terzo tentativo è stato pubblicato per una consultazione pubblica. Secondo ClientEarth anche questa ultima versione non è sufficientemente adeguata in quanto la proposta più efficace, quella relativa alle nuove congestion charge, è stata presa in considerazione solo dopo altre opzioni.

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