Lamborghini Egoista, la monoposto più estrema del Toro. Foto

E' una concept car nata per celebrare i 50 anni del marchio italiano. E' ispirata agli elicotteri da combattimento Apache ed ha 600 CV

Può un’automobile essere "Egoista"? Secondo Lamborghini sì, e non per caso. La celebre casa automobilistica, oggi di proprietà tedesca ma sempre con sede a Sant’Agata Bolognese, ha festeggiato i suoi primi 50 anni da quando il fondatore Ferruccio Lamborghini gettò il guanto di sfida niente meno che a Enzo Ferrari. E durante la serata di gala, proprio a Sant’Agata, ha fatto la sua apparizione un prototipo dalle linee futuristiche chiamato Egoista: perché l’auto stessa vuole rappresentare un piacere di guida senza compromessi, e perché comunque è stata concepita per ospitare una sola persona, come un aereo da guerra, o anche come una Formula 1, ma con abitacolo chiuso.

Un’auto così speciale meritava un’entrata in scena altrettanto spettacolare: ed ecco, in una tensostruttura alta 20 metri a simulare una pista di atterraggio, un filmato a sorpresa proiettato su nove maxischermi, una top model in tuta aeronautica, e il rombo del motore Lamborghini, a preannunciare l’arrivo della Egoista guidata dal presidente della casa, Stephan Winkelmann. Come spesso accade per le Lamborghini di questi ultimi anni, la carrozzeria non è solo bassa, larga e schiacciata, ma ha sempre più affinità con un aereo da caccia, per le forme spigolose e la presenza di alettoni e prese d’aria di ogni tipo, in questo caso che si aprono e chiudono a seconda delle necessità.

Qui però si è andati oltre, volendo fare della Egoista un’auto rappresentativa del marchio: e proprio allo storico simbolo della Lamborghini, il toro, ci si è ispirati per definire le proporzioni della carrozzeria. La meccanica posteriore, con il possente motore V10 Lamborghini, è quasi totalmente a vista. Le luci somigliano a quelle di un aereo: non ci sono i classici fari, ma dei LED tutti intorno, compresi due "occhi di toro" arancioni ai due lati.

Le citazioni dal mondo aeronautico non finiscono qui: la carrozzeria e le ruote sono in materiale antiradar, con vetri antiriflesso arancioni, e l’abitacolo essenziale, con finiture insieme tecniche e artigianali, ricorda quello di un elicottero, e non solo per le forme, o per le informazioni principali proiettate sul vetro. Basta osservare come si esce dalla Egoista: bisogna togliere il volante, sollevare il cupolino, salire in piedi sul sedile, sedersi a sinistra della vettura, e girare su se stessi e finalmente uscire portando i piedi a terra. Una manovra da "top gun", che però è destinata a non ripetersi: la Egoista è veramente tale, e rimarrà un esemplare unico.

(a cura di OmniAuto.it)

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