Jaguar pensa al futuro dell’auto condivisa partendo dal volante “Sayer”

È ovale, metallico e dalle linee avveniristiche, Sayer, il volante "che parla" rappresenta il futuro della mobilità secondo Jaguar

Jaguar Sayer

Fonte: Twitter

Jaguar ha le idee ben chiare su come sarà l’auto del futuro e presenta al Tech-Fest di Londra, in programma presso il Saint Martins College of Art and Design dall’ 8 al 10 settembre, le proprie previsioni partendo dall’oggetto che con buona probabilità, con la diffusione delle automobili a guida autonoma, potrebbe rivoluzionare le proprie funzioni e cambiare radicalmente aspetto: il volante.

Con le automobili che sfrecceranno da sole sulle strade intelligenti, capaci di districarsi nel traffico grazie ai numerosi sensori montati sull’abitacolo, l’organo meccanico che serve a controllare la direzione del veicolo, per quanto possa apparire strana l’idea, potrebbe perdere del tutto la propria basilare funzione alla guida. Come reinventarlo allora? La casa automobilistica britannica propone di tramutarlo nel cuore pulsante dell’intelligenza artificiale , una centralina di informazioni con attivazione vocale da staccare dalle auto e portare con sé a casa.

Il volante soprannominato Sayer, che vuol dir letteralmente “colui che parla”, ma che è anche un omaggio all’illustre designer Malcolm Sayer che disegnò le meravigliose livree della Jaguar dagli anni 50 agli anni 70, potrebbe diventare una sorta di assistente personale: attraverso il riconoscimento vocale, che nei prossimi anni dovrebbe raggiungere vette di efficienza inimmaginabili, il volante-assistente diverrebbe un vero e proprio collaboratore personale pronto a ricordare gli appuntamenti della giornata, gli impegni della settimana, ma anche le ultime notizie e le condizioni del traffico su strada.

Secondo le previsioni di Jaguar il volante ipertecnologico potrebbe diventare, in un futuro prossimo, l’unico oggetto di proprietà delle vetture circolanti sulle strade del domani. Le previsioni di economisti ed esperti di mobilità immaginano un mondo in cui le automobili saranno non solo autonome, ma anche completamente in sharing, condivise tra gli utenti. Secondo quest’ottica il volante potrebbe diventare l’unico accessorio personale da portare in giro con sé in una valigetta e applicare alla prima autovettura disponibile, anche in altre città. Una vera e propria rivoluzione della mobilità

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