Batteria a terra: 5 passaggi per tentare di rianimarla

La nostra batteria auto è a terra: se non vogliamo rassegnarci a sostituirla vediamo in 5 passaggi come possiamo rianimarla.

La batteria auto è un elemento accumulatore di energia elettrica fondamentale per il corretto avvio della propria auto e per la corretta alimentazione di tutti quei dispositivi elettronici di cui le auto moderne sono dotate senza tralasciare il fondamentale Impianto di illuminazione. Succede spesso, soprattutto in inverno che la batteria ormai usurata non consenta il corretto avviamento del veicolo lasciandoci a piedi.

Da cosa dipende l’usura

La batteria auto come ogni altro dispositivo necessita di controlli e cure regolari per essere mantenuta in piena efficienza. Per mantenere in piena forma la batteria dell’auto occorre caricarla nel modo corretto e non lasciarla scaricare fino in fondo. E’ possibile che un guasto all’alternatore (spazzole ad esempio) non consenta alla batteria di ricaricarsi fino in fondo o che i brevi percorsi urbani non siano sufficienti allo scopo. Anche i cicli continui di carica e scarica consumano l’elettrolita (evapora) che è una miscela di una soluzione acquosa contenente acido solforico. Anche scaricare completamente una batteria la danneggia: si formano cristalli di solfato di piombo che ne riducono la carica massima che l’accumulatore può esprimere.

  1. Riempire la batteria con acqua distillata: molte batterie anche se sprovviste di manutenzione sono caratterizzate da alcuni tappi di ispezione che se rimossi danno diretto accesso alle piastre. Se notiamo che la soluzione elettrolitica non ricopre in modo completo le piastre possiamo aggiungere dell’acqua distillata e provare a ricaricare la batteria.
  2. Ricaricare lentamente per almeno 24 ore: se la batteria risulta completamente scarica (voltaggio intorno ai 10V) e il livello dell’elettrolita risulta congruo, possiamo provare ad eseguire una ricarica lenta per almeno 24 ore, utilizzando magari un caricabatterie dotato di desolfatante. Nel caso in cui la ricarica andasse a buon fine controlleremo nei giorni successivi che l’auto sia in grado di avviarsi senza tentennamenti in qualsiasi situazione.
  3. Provare a ricaricarla con una tensione inversa: se la solfatazione causata da una non corretta ricarica della batteria risulta troppo grave, possiamo provare a ricaricare ciclicamente e per brevi periodi con tensione inversa la batteria. Successivamente proveremo a caricare con tensione di 24V in modo diretto e vedere se dallo strumento amperometro leggiamo un assorbimento di ampere. Possiamo ripetere l’operazione più volte, per brevi periodi senza mai assentarci. Ricordiamoci che l’operazione è delicata e potrebbe danneggiare persone o cose.
  4. Provare un altro caricabatterie: se la tensione della batteria è troppo bassa alcuni caricabatterie potrebbero rifiutarsi di applicare la giusta tensione di ricarica (0 volt e 0 ampere). A questo punto possiamo provare con un caricabatterie meno evoluto; dovremo notare dallo strumento amperometro una segnalazione del passaggio di ampere, meglio eseguire una ricarica lenta e per almeno 24 ore.
  5. Rimuovere la vecchia soluzione elettrolita: se la batteria in nostro possesso non ne vuole sapere, possiamo provare a rimuovere con attenzione la soluzione elettrolita originale e lavare le piastre con acqua distillata più volte. l’operazione successiva è quella di riempire con acido solforico le piastre di circa un centimetro, non oltre in quanto altrimenti le andremo a sfaldare o danneggiare e completare con acqua distillata. Successivamente misureremo con un tester il voltaggio ai capi dei poli e nel caso in cui fosse necessario procederemo con una ricarica lenta e costante.

E’ importante ricordare che queste operazioni vanno eseguite con cognizione di causa, magari facendoci aiutare da qualche amico esperto nel campo e ricordandoci di non disperdere né la batteria né la soluzione elettrolita in quanto se non smaltiti correttamente vanno ad inquinare e a danneggiare l’ambiente.

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