Multe in base al reddito: è giusto pagare in proporzione? Dì la tua

Il Partito democratico propone un Disegno di legge per far pagare multe più care a chi guadagna di più

Oggi, chi ha una Ferrari e viaggia a 200 km/h in autostrada prende la stessa identica multa di chi commette la medesima infrazione a bordo di una berlinetta usata: è quanto accade nel nostro Paese, dove il Codice della strada è stato modificato 70 volte attraverso altrettanti decreti senza che mai si parlasse di sanzioni proporzionate al reddito. Non che l’idea sia nuovissima, comunque ora a tornarci su è il Partito democratico.

Il sottosegretario ai Trasporti Erasmo D’Angelis sostiene la proposta: “Nella riforma del Codice della strada discuteremo sanzioni in base al reddito per chi supera i limiti di velocità di più di 20 km/h. Adesso le multe per eccesso di velocità, causa principale degli incidenti stradali, crescono al crescere della velocità, ma se sono uguali per tutti i cittadini non hanno lo stesso potere di deterrenza. Infatti, per contribuenti con redditi e auto molto sopra la media, una multa pesante può risultare di fatto leggera”.

In effetti, è proprio così. Per chi ha un reddito elevato, una multa di 500 euro pesa poco, mentre è una mazzata tremenda per chi non arriva a fine mese. In teoria, ci sarebbe il meccanismo della patente a punti, per punire chi commette infrazioni gravi; ma in Italia è tutto affidato a Tutor, autovelox e T-Red: non c’è la contestazione immediata, grazie ai controlli che vanno in automatico. Quando la multa arriva a casa, basta pagare una sanzione supplementare per farla franca e non perdere punti della patente né subire la sospensione della stessa. E i risultati si vedono: l’Italia ha fatto flop con quegli strumenti elettronici, non avendo raggiunto il target (fissato nel 2001 dall’Unione europea) di dimezzare le vittime entro il 2010 (e neppure entro il 2011…).

Il vero guaio, comunque, è l’evasione fiscale, che poi rappresenta pure la vergogna di questo Paese: se un signore incassa un milione di euro l’anno e ne dichiara 10.000, pagherà comunque multe bassissime. E poi ci vorrebbe pur sempre una sincronizzazione fra Fisco e Motorizzazione: in questa nazione in cui la burocrazia è un dinosauro, si riuscirebbe a sveltire le pratiche?

(a cura di OmniAuto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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