Allarme sicurezza sui sistemi di controllo delle gomme

La notizia viene riportata dal sito web del ‘Fatto Quotidiano‘. Dopo il Dieselgate, sotto i riflettori sono finiti i sistemi di controllo di gonfiaggio delle gomme delle auto, meglio conosciuti anche con il termine di TPMS (in inglese: Tyre Pressure Monitoring System).

Il montaggio di questi sistemi TPMS sono obbligatori sulle auto da circa due anni e ne esistono due tipi.

Un TPMS indiretto sfrutta i sensori del sistema ABS per valutare indirettamente la pressione degli pneumatici. Il TPMS indiretto si basa sul principio che uno pneumatico gonfiato non correttamente avrà un diametro più piccolo e di conseguenza, una maggiore velocità angolare di uno gonfiato correttamente.

Il TPMS diretto invece misura la pressione degli pneumatici attraverso dei sensori di pressione installati direttamente negli pneumatici. I sensori misurano la pressione all’interno dello pneumatico, che viene visualizzata sul computer di bordo o sul quadro strumenti dell’auto.

Le case automobilistiche decidono sempre più spesso di installare sui veicoli i sistemi indiretti per il loro prezzo più basso. Secondo l’organizzazione Transport&Environment questi i sistemi, che dovrebbero avvisare l’automobilista quando le ruote sono sgonfie e quindi pericolose, non funzionano.

”A un anno dal dieselgate, ora sospettiamo che i produttori usino dispositivi per passare i test di sicurezza anche con sistemi di monitoraggio della pressione degli pneumatici inefficaci e risparmiare così 10 euro”, denuncia Julia Poliscanova di T&E.

Il sospetto è che le case automobilistiche stiano cercando di risparmiare sui sistemi per monitorare le gomme mettendo a rischio la sicurezza. I risultati dei test ”suggeriscono che ci sia un’ottimizzazione dei sistemi indiretti, calibrati per passare i test autorizzativi ma non funzionanti quando usati su strada”.

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