Accertamento pedaggio autostrada? Cosa significano quegli avvisi?

Giro di vite ai furbetti del pedaggio, 85 euro di sanzione e per i recidivi multe salate che vanno da 284 fino 1133 euro

Fonte: Twitter

 

Negli ultimi tempi, se avete viaggiato in autostrada, vi sarà capitato di scorgere un nuovo avviso che avverte di eventuali controlli per violazione di mancato pedaggio. Barbara Barra, primo dirigente della Polizia di Stato e dirigente della sezione Polizia Stradale di Brescia spiega la situazione:” Si tratta dell’attuazione del protocollo d’intesa che Polizia Stradale e Aiscat (Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori) hanno siglato lo scorso 3 ottobre 2016 e che attua l’articolo 176, commi 11 e 21, del Codice della Strada. Articolo che prevede sanzioni specifiche per chiunque transiti dalle barriere autostradali senza aver adempiuto al pagamento del pedaggio”. Il rischio, per tutti coloro che tentano la fortuna e oltrepassano il casello senza pagare, è quello di essere multati di 85 euro più il costo del pedaggio e la successiva decurtazione di due punti patente.

Il giro di vite è stato reso possibile, secondo quanto dichiarato dall’Aiscat, dalla figura degli “accertatori” che altro non sono che: “personale dei concessionari autostradali e stradali e dei loro affidatari del servizio di riscossione, previo superamento dell‘esame di qualificazione”. Secondo quanto dichiarato da Barra sono in sostanza dei dipendenti che:” seguono un corso di formazione e poi, superato un esame, hanno la qualifica per poter inviare alla Polizia Stradale il verbale di notifica del mancato pagamento del pedaggio” . Non saranno chiaramente presenti ad ogni singolo casello, ma saranno in grado di verificare l’infrazione tramite analisi dei dati raccolti e verificare l’effettiva violazione per poi segnalarla alle forze dell’ordine.
Quando l’automobilista è sprovvisto di contanti, Viacard, carte di credito o Telepass, gli viene consegnata una ricevuta di mancato pagamento che dovrà saldare entro 15 giorni, compresa la sanzione a cui sarà soggetto se non adempirà alla prescrizione. Trascorso il termine utile per il pagamento, arriverà un sollecito in cui sarà indicato il termine ultimo per effettuare il versamento. Scaduto anche questo termine, gli “accertatori” provvederanno a redigere un verbale di accertamento che invieranno alla Polstrada competente. Entro 90 giorni quindi il proprietario dell’auto si vedrà recapitare a casa la sanzione di 85 euro a cui sommare il costo del pedaggio, ma soprattutto l’intimazione ad esibire i documenti di chi era alla guida al momento della violazione per la successiva decurtazione di due punti della patente. Chiaramente più tempo si tarderà nel regolarizzare la propria posizione, più la la sanzione aumenterà: dopo 60 giorni l’automobilista, secondo l’articolo 126 bis, dovrà sborsare dai 284 ai 1133 euro. Nel caso di infrazione dolosa, come quella che si commette incolonnandosi dietro a vetture dotate di Telepass (per passare in scia), si applica l’articolo 176, comma 17 del Codice della Strada e la cifra da tirar fuori oltre al pedaggio, andrà dai 419 fino ai 1682 euro.

Contrastare il danno economico arrecato dagli evasori è il primo obiettivo dei nuovi controlli, in effetti Barbara Barra sottolinea che solo in Lombardia, dal 20 gennaio 2017, sono stati formalizzati e verbalizzati ben 12mila accertamenti. Il mancato pagamento non va solo a gravare e a danneggiare le società autostradali, ma anche il tesoro pubblico a cui è destinato il 52,7% dell’incasso complessivo lordo degli introiti ed è disposto al miglioramento delle infrastrutture, sia in termini di tecnologia che in quello di ricerca. Inutile dire che il mancato introito è dunque una perdita per tutti i cittadini.

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