Abolire il superbollo sulle auto di lusso: è stato un flop

Il mondo dell'auto chiede l'abolizione del superbollo: lo aveva introdotto il Governo Monti

Abolire il super bollo”: l’appello arriva del mondo dell’auto, che attraverso l’Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) sostiene che ”solo eliminandolo si può ripristinare un potenziale di domanda tale da assicurare un ritorno fiscale in grado di compensare totalmente la manovra e generare nuovi posti di lavoro”.

L’idea del Governo Monti era semplice: far pagare una tassa pesante a chi ha un’auto di lusso. In che modo? Imponendo, oltre al solito bollo che paga chiunque abbia una macchina, una sovrattassa: il superbollo, ovvero un’addizionale erariale che si applica alle auto con potenza a 185 Kw (250 cavalli circa). Chi la possiede deve pagare 20 euro per ogni Kw superiore alla ”soglia Monti”.

Al posto di generare un maggiore gettito fiscale, calcolato dall’allora esecutivo in 168 milioni l’anno, per un parco veicoli stimato in circa 212.000 unità, ha finito per deprimere un mercato redditizio non solo per le Case costruttrici, ma anche per lo stesso Erario

In sostanza, fanno notare gli operatori del settore, il superbollo per le auto più potenti è stato e continua a essere improduttivo per lo Stato: ha generato una serie di fenomeni a catena tra cui un calo verticale delle vendite sopra i 185 kW, l’aumento delle esportazioni di auto usate, mentre quella parte alta del segmento avrebbe potuto generare un importante gettito fiscale per lo Stato e quindi un impulso positivo all’economia.

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