Fiat 127, come sarebbe nel 2013. Meglio ieri o oggi? Foto-confronto

Il giovane designer David Obendorfer realizza in forma virtuale le possibili eredi moderne di Fiat 127 e Fiat 127 Abarth

Oggi le best seller Fiat si chiamano Panda e Punto: auto di dimensioni compatte, ma versatili e in grado, soprattutto la seconda, di svolgere il ruolo di prima auto di famiglia. Queste auto, in un certo senso, sono "figlie" di una celebre Fiat degli anni ’70: la 127. Realizzata dal designer Pio Manzù, la 127 sconvolgeva il classico schema delle fiat "tutto dietro", come 600 o 850, spostando nel cofano davanti motore e trasmissione (come sull’inglese Mini), e lasciando spazio ad un bagagliaio più capiente, al quale si poteva accedere anche da un portellone.

A David Obendorfer, che ha svolto studi specifici in design industriale, è venuto in mente di "ridisegnare" la Fiat 127 proponendola come modello in grado addirittura di sostituire l’attuale Punto, essendo basata sullo stesso pianale. In fondo Fiat ha già guardato al proprio passato con la 500: perché non farlo con un’altra delle sue "icone" dalle dimensioni maggiori? Per attualizzare il modello, il designer è partito dalla prima versione della 127, la più "pulita" stilisticamente, e ha adottato soluzioni costruttive più proprie di un’auto contemporanea. Qualche esempio? I parafanghi molto larghi, per ospitare ruote di forma moderna e di grandi dimensioni. Oppure gli scudi paraurti complessi e sagomati in modo da ricreare l’effetto delle "lamiere" della versione originaria. Anche i vetri scuri e incollati senza guarnizioni a vista, il parabrezza curvo e più avvolgente, la struttura dell’abitacolo più robusta, sono frutto del modo più recente di progettare le auto; così come il frontale, che mantiene gli elementi del passato, ma trattati in forma più tridimensionale, e con l’impiego di moderne tecnologie come le luci a LED.

Nella coda, poi, il portellone incorpora in parte anche le luci, sottili come nella 127 del 1971, ma incastonate come gemme nella carrozzeria. Un salto nel tempo anche all’interno, dove plancia, volante e sedili ricordano le forme essenziali delle compatte degli anni ’70, ma con due differenze fondamentali: l’impiego di materiali di qualità superiore, e la possibilità di usufruire di tutti i più moderni sistemi elettronici e informatici, controllati dal touch screen a centro plancia. E per chi vuole più prestazioni, è stata pensata anche una versione sportiva Abarth, con decorazioni adeguate e modifiche per migliorare le doti stradali. Per il momento è soltanto una versione virtuale, e realizzata da un designer in totale autonomia: chissà se una nuova 127 potrebbe interessare anche a Fiat nella realtà.

(a cura di OmniAuto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

MOTORI Fiat 127, come sarebbe nel 2013. Meglio ieri o oggi? Foto-confron...