Fiat Duna: il flop che arrivò dal Sud America

La Fiat Duna è considerata da molti una delle peggiori vetture mai prodotte dalla casa torinese. Ripercorriamo le sfortunate vicende di quest'auto

Quando nel 1987 la Fiat Duna uscì nei concessionari italiani, essa era un modello già venduto in Sud America, soprattutto in Brasile e in Argentina.

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La Duna era la variante a tre volumi della Fiat Uno per il Nuovo Mondo, praticamente identica alla sua “cugina” europea sotto il profilo estetico, mentre le componenti meccaniche erano legate alla 127 prodotta in Brasile. Quest’ultima infatti era dotata delle caratteristiche adatte a percorrere le strade del Sud America, assai più tortuose rispetto a quelle europee. Da notare che la Fiat Duna non venne mai venduta nel Regno Unito.

Stando ai piani del gruppo torinese, il modello di auto prodotto nell’America meridionale avrebbe dovuto sostituire la gloriosa Fiat 128, una delle vetture simbolo della casa italiana. Sfortunatamente i difetti estetici, legati principalmente a un design non riuscito, resero la Fiat Duna uno dei maggiori flop della storia automobilistica europea. Lanciata sul mercato il 23 gennaio 1987, la Duna venne proposta tanto come berlina a 4 porte quanto come station wagon (familiare) a 5 entrate, denominata Weekend. Il modello a 2 porte non fu mai importato in Europa.

La Fiat Duna europea montava motori di cilindrata diversa rispetto a quelli del Sud America. I propulsori a benzina da 1116 cc e 1301 cc erano stati prodotti dalla serie “Brasile”, così come i motori da 994 cc e 1049 cc, per altro mai montati sul modello Fiat europeo. Tra i motivi dello scarso successo riscontrato dalla Fiat Duna in Italia non si può non considerare lo scarso allestimento proposto. Tanto la versione da 60 CV quanto quella da 70 CV presentavano infatti lo stesso design, oltre che orologio elettronico e lunotto termico. Gli alzacristalli elettrici erano invece un optional.

I piani della Fiat però non si avverarono mai e così la Fiat Duna conobbe scarse vendite tanto in Italia quanto in Europa, diventando oggetto di scherno per molte riviste. La scarsa funzionalità, con la mancanza di cinque porte, i problemi di affidabilità, l’estetica piuttosto brutta, furono i motivi che portarono la casa torinese a ritirare la Duna dai listini nel luglio 1991, dopo appena quattro anni. In Brasile e Argentina la vettura continuò invece a essere prodotta fino al 2000, conoscendo pure un buon successo.

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