Fiat 1100, la berlina degli italiani

Dopo la fine della Seconda guerra mondiale l'Italia si risveglia, e arrivano i sogni di libertà per tutti. Sia con le due ruote – Vespa e Lambretta – sia con le quattro.

Dopo la fine della Seconda guerra mondiale l’Italia si risveglia, e arrivano i sogni di libertà per tutti. Sia con le due ruote – Vespa e Lambretta – sia con le quattro.

E sulle automobili, se la Fiat 600 ha segnato la motorizzazione del Paese, un’altra macchina ha fatto la “bomboniera” di questo periodo, a un prezzo tutto sommato abbordabile rispetto a macchine come la Lancia Appia o l’Alfa Romeo Giulietta.

La nuova Fiat 1100 è arrivata nel 1953 (sostituendo la 1100 E del 1939)proprio con questo scopo: soddisfare gli automobilisti che volevano qualcosa in più rispetto alle comuni utilitarie.
E con questa berlina si poteva avere una linea più elegante, un abitacolo spazioso per quattro persone e il portabagagli, oltre a qualche comfort.

All’inizio veniva in prodotta in due versioni: la Tipo A e la Tipo B. La prima era davvero spartana: ad esempio, veniva venduta solo grigia e non aveva l’alloggiamento per l’autoradio. Ma soprattutto non aveva il riscaldamento nell’abitacolo.

Troppo poco per la clientela, che si è orientata sulla Tipo B. Che offriva un’ampia scelta di colori, aveva l’autoradio come optional, gli interni meglio rifiniti e il sedile anteriore a panca unica.
Il successo c’è stato, perché di 1100 la Fiat ne ha vendute oltre 250.000. Un ottimo risultato per quest’auto da famiglia, di cui però oggi non rimangono molti esemplari.

Piaceva la 1100? Sì. E lo dimostrano i suoi 16 anni di carriera. È rimasta nei listini del mercato italiano fino al 1969 con la versione R (che significava rinnovata). Poi è andata in pensione per lasciare spazio a un altro modello iconico del Lingotto: la 128.

Ma la storia della Fiat 1100 non si è fermata in quel momento, anzi. Già nel 1967 la casa automobilistica indiana Premier aveva iniziato a produrre la 1100, chiamandola Padmini. Un modello da record che è stato costruito fino al 1999.

Oggi, per i collezionisti che vogliono portarsi in garage un pezzo di storia d’Italia, il prezzo non è alto. La 1100/103, prima serie prodotta dal 1953 al 1956, ha un valore di mercato di circa 7.000 euro. Il problema è trovare esemplari in ottime condizioni, perché iniziare un restauro potrebbe costare più del valore della macchina.

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