AlfaSud, la storia di un mito italiano

L'Alfa Romeo Alfasud è considerata da molti un mito dell'automobilismo italiano. Scopriamone la sua storia

L’Alfa Romeo Alfasud nasce nel 1972 presso lo stabilimento di Pomigliano D’Arco. Con oltre un milione di autovetture, risulta essere la più venduta nella storia del marchio Alfa Romeo. Venne prodotta fino al 1984. Auto simili, con cui questo modello si affrontò sul mercato, erano la Citroen GS, le Fiat 128 e Ritmo, la Ford Escort, la Lancia Delta, l’Opel Kadett e la Volkswagen Golf. Analizziamo ora meglio la storia di questa quattro ruote tutta italiana.

La storia di questa mitica auto corre di pari passo con quella del suo stabilimento di produzione. Infatti, lo stabilimento di Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli, venne realizzato per favorire l’industrializzazione del sud Italia e il primo modello di automobile prodotto fu proprio l’Alfasud. La progettazione di impianto e vettura venne affidata a Rudolf Hruschka, ai tempi uno dei più importanti ingegneri del mondo. Il design dell’auto portava invece la firma di Giugiaro.

Nel 1971, al salone dell’automobile di Torino, venne presentata per la prima volta l’Alfa Romeo Alfasud, una berlina quattro porte che presentava soluzioni meccaniche all’avanguardia per l’epoca: motore boxer 4 cilindri raffreddato ad acqua, trazione anteriore, freni a disco. Fu subito un grande successo. Nei successivi anni vennero prodotte anche altre versioni, come la coupè Alfasud Sprint, l’Alfasud Ti a 2 porte con allestimento sportivo, la Giardinetta e la Quadrifoglio Verde. La versione più potente fu l’Alfasud Trofeo che, con i suoi 126 cavalli motore e una coppia massima di 137 Nm, era in grado di toccare i 185 km/h, velocità molto elevata per quei tempi. La gamma delle 1.5 (Super, Ti e Quadrifoglio Verde) erano invece quelle con cilindrata massima, tutte da 1490.

Unica pecca dei primi modelli di berlina era l’assenza del portellone posteriore, che venne aggiunto solo nel 1981, a gran richiesta dalla clientela. Per l’azienda però, non fu un’ottima mossa, dato che i macchinari di produzione dovettero subire delle importanti modifiche per permettere l’aggiunta del portellone sulle auto e le spese affrontate non vennero mai ammortizzate. Il 1984 fu l’ultimo anno di produzione del modello berlina, sostituita dall’ Alfa Romeo 33. Solo il modello Sprint sopravvisse per altri cinque anni, fino al 1989. L’Alfasud venne anche messa a disposizione della Polizia di Stato italiana.

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