Alfa Romeo B.A.T., un mito del passato con ali di pipistrello. Foto

Tre prototipi di Nuccio Bertone degli anni '50 portarono al massimo livello la ricerca aerodinamica

Tre auto come tre pipistrelli? Verrebbe forse da pensare così osservando le immagini di tre singolari Alfa Romeo del passato. Gli appassionati le conoscono bene, e il richiamo ai pipistrelli c’è davvero, anche nel nome: nella prima metà degli anni ’50, infatti, furono realizzati tre prototipi dal nome BAT, "pipistrello" in inglese, ma in realtà una sigla che significava Berlinetta Aeodinamica Tecnica.

Alfa Romeo, sempre alla ricerca di innovazioni tecniche e stilistiche, contattò l’importante carrozzeria italiana Bertone, per realizzare tre prototipi con una ricerca aerodinamica esasperata.

Nuccio Bertone diede incarico ad un proprio geniale designer, Franco Scaglione, di impostare le linee di tre auto, che furono esposte al Salone dell’Automobile di Torino, allora principale evento in Italia dedicato all’automobile. La prima fu la BAT 5, nel 1953: una fiancata simile a un siluro, due grandi bocche anteriori per catturare l’aria per il motore, una cupola al posto del tetto, una fascia in lamiera al centro del lunotto e due pinne posteriori.

La base era quella di una berlina Alfa di allora, la 1900, con un motore a 4 cilindri da oltre 90 CV, e grazie alle forme aerodinamiche e al peso ridotto a 1.100 kg, la velocità massima era di 201 km/h, per quei tempi un risultato eccellente, insieme a una stabilità superiore alla media.

La BAT 7 debuttò nel 1954, con un frontale simile ma più basso, con fari orientabili nascosti vicino al "naso" centrale, e elementi aerodinamici ancora più esasperati, a cominciare dalle pinne posteriori, molto alte e ricurve: le forme curiose, erano comunque ancora più efficienti.

La terza auto-pipistrello è invece la BAT 9 del 1955, che curiosamente è la meno strana delle tre: questo perché si cercò di immaginare una possibile vettura di serie ispirata alle forme estreme delle altre due BAT. Le pinne, così, si riducono a due bande laterali più piccole, mentre il frontale ha fari convenzionali, anche se carenati, e il tipico stemma Alfa Romeo al centro. Ma senza perdere troppo l’idea del volo del pipistrello.

(a cura di OmniAuto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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